Al Bioparco scatta la chiusura

10 Ottobre 2017

Per il ministero dell’Ambiente la struttura non ha i requisiti richiesti

CASTEL DI SANGRO. Chiude i battenti, forse definitivamente, il Bioparco faunistico a Castel di Sangro. Il ministero dell’Ambiente ha disposto la chiusura immediata dello zoo a seguito dell’intesa raggiunta a Roma, nella conferenza unificata, con i ministri della Salute e delle Politiche agricole e forestali. Il ministro Gian Luca Galletti, in assenza dei requisiti prescritti dalla legge, ha negato il rilascio della licenza che ha costretto lo zoo a chiudere immediatamente i cancelli. La decisione è stata annunciata con la risoluzione pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che di fatto conferma l’efficacia del provvedimento del 18 maggio 2015 con il quale già il prefetto dell’Aquila aveva disposto la sospensione dell’attività del Parco zoo, situato in località “Brionna”, per la permanenza di «gravi criticità». Alla base delle contestazioni soprattutto carenze sulla sicurezza e l’incolumità pubblica e il mancato possesso della licenza di giardino zoologico. A carico della società cooperativa proprietaria del Parco faunistico è stato disposto l’obbligo del mantenimento degli animali o il loro trasferimento entro 18 mesi. Nella struttura sono presenti orsi, lupi, linci, cervi, fagiani e pavoni ma anche nandù, canguri e lama. Gli animali ora, probabilmente, finiranno nello zoosafari di Fasano in Puglia. Il Comune di Castel di Sangro aveva autorizzato lo zoo nel 1984. Ma i danni provocati dal maltempo, le fughe di animali e l’incuria ne hanno successivamente determinato il declino e la chiusura al pubblico. Nel 2013 il Ministero ha disposto una prima visita ispettiva da parte di una commissione che ha evidenziato numerose carenze sulla cura, il benessere e l’igiene degli animali. Ne è seguito un lungo iter burocratico, che ha fatto registrare la sospensione della licenza di detenzione degli animali, in seguito revocata. Ma visto il perdurare delle difficoltà della struttura, registrate in passato e confermate nel 2016 da un’altra ispezione ordinata sempre dal ministero dell’Ambiente, si è arrivati ora alla chiusura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA