Al Gssi testimonianze dei familiari

Convegno sui rischi al volante: in sala anche rappresentanti delle forze dell’ordine
L’AQUILA. «Qual è per l’uomo l’animale più pericoloso della Terra?». Qualcuno avrà pensato al coccodrillo, al leone, allo squalo o, chissà, alla tigre.
E invece sulla Terra l’animale più pericoloso per l’uomo è «l’uomo al volante», responsabile, ogni anno, della morte di non meno di 40mila uomini, donne e bambini, una strage silenziosa che si deve fare il possibile per ridurre.
Oggi, 21 novembre, è la Giornata mondiale delle vittime della strada e ieri, all’auditorium del Gran Sasso Science Institute (Gssi) si è svolto un convegno sulla sicurezza stradale.
Un incontro aperto dalla testimonianza di Isabella Magnifico, sorella di Giuseppe, morto in un tragico incidente su quello che una volta era il rettilineo di Sassa, oggi rallentato da due rotatorie.
Tra gli oratori Stefania Lorenzini e Stefano Guarnieri, genitori di Lorenzo, anche lui vittima della strada, e autori del libro “Dieci”, un racconto di 10 anni di progetti ed attività dell’associazione “Lorenzo Guarnieri”. Tra gli intervenuti la dottoressa Luciana Baron, vice questore della polizia di Stato compartimento polizia stradale del Lazio, la professoressa Anna Maria Giannini, psicologa e docente dell’università La Sapienza, Marco Scarponi, presidente della Fondazione Michele Scarponi, Marco Bertagni, scrittore e sceneggiatore e la scrittrice Chiara Maggi. Moderatore dell’incontro è stato Matteo Grimaldi. Ad aprire gli interventi sono stati Paolo Fassari, dirigente del Compartimento polizia stradale per l’Abruzzo e il Molise, e Luigi Di Massimo della polizia di Stato, che hanno portati i dati choc sugli incidenti in Abruzzo.

