Ala (Ex Otefal), spiragli per nuovo lavoro

23 Dicembre 2017

Arriva dalla Regione l’autorizzazione integrata ambientale. Ciuca (Uilm): «Ora il piano investimenti»

L’AQUILA. Dopo due anni di attesa e speranza è finalmente arrivata l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, che era attesa dall’Ala, l’azienda che nel nucleo industriale di Bazzano ha rilevato l’ex Otefal, specializzata nella produzione di laminati.
La certificazione in questione, che è stata rilasciata dalla Regione Abruzzo, apre adesso la strada al progetto di ampliamento dello stabilimento, e alla possibile creazione di nuova occupazione.
Dei 180 ex dipendenti della Otefal, è rientrata in fabbrica, fino a questo momento, una sessantina di persone. Il rilascio dell’Aia permetterà anche l’accesso a eventuali mutui bancari e ai canali dei finanziamenti pubblici.
È stato concluso, inoltre, l’atto di cessione di ramo d’azienda con cui è diventata ufficiale la nuova società Ala, acronimo che sta per Alluminio L’Aquila, nata dalla Framiva di Varese.
«Abbiamo firmato l’accordo con l’azienda rispetto all’articolo 47, quello sulla cessione di ramo d’azienda», spiega Clara Ciuca, sindacalista della Uilm, «e dai vertici aziendali sono arrivate delle rassicurazioni sugli obiettivi dell’anno 2018, che consistono soprattutto in un piano di investimenti e ampliamento, che dovrebbe portare anche allo sviluppo di nuova occupazione. Se verrà rispettato quanto ci è stato illustrato, si apriranno opportunità per gli operai che sono rimasti fuori, i quali, attualmente, hanno perso anche gli ammortizzatori sociali».
La sindacalista Ciuca critica, inoltre, l’aspetto legato al lungo iter autorizzativo che ha portato alla conferenza dei servizi che lo scorso 29 novembre ha dato il via libera all’Autorizzazione integrata ambientale.
«Per due anni lo stabilimento di Bazzano è rimasto in una fase di stallo», sottolinea ancora il segretario della Uilm, «ed è inaccettabile che una procedura autorizzativa abbia una tale lentezza, soprattutto quando in ballo ci sono dei posti di lavoro. Adesso ci auguriamo che l’azienda faccia le scelte giuste e sappia investire sul nostro territorio. Abbiamo visitato lo stabilimento, dove sono state apportate modifiche ai macchinari e altri miglioramenti, e si tratta di una bella realtà industriale», conclude Ciuca, «che può ridare speranze alla fame di occupazione che scontiamo da troppi anni».
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