Alberghi, profondo rosso Presenze in calo del 100%

5 Giugno 2020

L’AQUILA. Turismo e accoglienza, settori in ginocchio. Dei 16 alberghi presenti in città, solo quattro hanno riaperto i battenti. Due mesi di lockdown hanno lasciato il segno, con le prenotazioni...

L’AQUILA. Turismo e accoglienza, settori in ginocchio. Dei 16 alberghi presenti in città, solo quattro hanno riaperto i battenti. Due mesi di lockdown hanno lasciato il segno, con le prenotazioni che arrivano con il contagocce: una, due camere al massimo occupate a notte. E ci sono intere settimane, fino a metà luglio, con le caselle delle stanze completamente vuote.
Il bilancio dell’ultimo trimestre mostra una situazione al limite della sopravvivenza: a marzo il calo delle presenze turistiche, nelle strutture ricettive della città, ha toccato quota 90 per cento. Ad aprile è schizzato al 100%, con il fermo totale del comparto, per sfiorare il 99% nel mese di maggio. «Tre mesi», affermano gli albergatori, «che hanno polverizzato il 30 per cento del fatturato annuale». Tra gli alberghi che hanno scelto di ripartire, seppure a ranghi ridotti, il Federico II, in via Strinella, alle porte del centro storico. «La situazione è difficilissima», spiega il direttore, Roberto Laglia. «La riapertura tra regioni potrebbe sbloccare qualcosa, ma al momento il mercato è fermo. Le prenotazioni di giugno sono state cancellate, mentre per luglio e agosto le disdette non sono state complete. Qualcosa si potrebbe recuperare, facendo slittare a fine estate il soggiorno di gruppi vacanzieri che avevano previsto un soggiorno in città». Si lavora sulle singole prenotazioni, «con il solo settore del business che fa registrare qualche timido segnale di ripresa», dice Laglia, «ma parliamo di una, due camere occupate per una sola notte. Viaggiatori di passaggio per lavoro». Il turismo, al momento, è pari a zero. «Mantenere gli hotel aperti ha un costo altissimo», incalza Laglia. «Dobbiamo puntare sul turismo di prossimità, dalle regioni limitrofe. Ma anche per questo serve una strategia promozionale, viste le disdette piovute nell’ultimo trimestre, che oscillano tra il 90 e il 100 per cento». È cambiata anche la scaletta delle priorità nelle richieste dei turisti. «Prima dell’emergenza coronavirus», evidenzia Laglia, «prima di prenotare una vacanza si guardava, nell’ordine, a prezzo, location, servizi e recensioni. Oggi i viaggiatori valutano sicurezza e fiducia, recensioni sui social media, location e, da ultimo, prezzo e offerte».
Anche la presidente di Federalberghi della provincia dell’Aquila, Mara Quaianni, titolare dell’omonimo albergo, ribadisce «le gravi difficoltà della categoria, alle prese con spese di gestione altissime e incassi vicini allo zero. Per giugno non abbiamo prenotazioni, vedremo cosa accadrà in piena estate». Gli albergatori hanno più volte chiesto al Comune, con lettere ufficiali, interventi per la sospensione delle tasse fino a fine anno e iniziative per il rilancio del territorio e la promozione della città.
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