«All’Aquila si pagano meno tasse» Lo dice una ricerca di Unimpresa

Fisco leggero all’Aquila (nella foto l’assessore al Bilancio Giovanni Cocciante). Lo sostiene la Mappa del fisco locale in Italia realizzata dal Centro studi di Unimpresa. L’analisi dell’associazione...
Fisco leggero all’Aquila (nella foto l’assessore al Bilancio Giovanni Cocciante). Lo sostiene la Mappa del fisco locale in Italia realizzata dal Centro studi di Unimpresa. L’analisi dell’associazione – basata su dati dell’Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze – prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l’Imu e la Tasi. La classifica è stata realizzata sulla base di punti attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. Sono Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città più tassate d’Italia: sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi, che hanno ricevuto 4 punti nella speciale classifica. Un solo punto, invece, cioè tasse meno pesanti, per L’Aquila, Milano, Cagliari, Aosta, Trento e Bolzano. L’Aquila (per l’Irap al 4,82%), Milano (per l’Imu all’1,06%), Cagliari (per la Tasi allo 0,33%), Aosta (per l’Imu all’1,06%), Trento (per la Tasi allo 0,35%) e Bolzano (per la Tasi allo 0,40%) hanno invece un solo punto. Per quanto riguarda l’Irap, l’aliquota più alta, pari al 4,97%, si trova a Napoli e Campobasso, mentre all’Aquila, Roma, Palermo, Bari, Catanzaro il prelievo dell’imposta regionale sulle attività produttive si attesta al 4,82%. Per quanto riguarda l’Irpef, la somma delle addizionali comunali e regionali porta il prelievo più alto a Roma. Per quanto riguarda l’Imu, l’aliquota massima (1,06%) è applicata in 16 grandi città su 21 esaminate nel rapporto: Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Potenza, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Trieste, Ancona, Catanzaro, Milano e Aosta. Si salvano solo L’Aquila (0,81%), Cagliari (0,96%), Trento (0,895%), Bolzano (1,00%) e Venezia (0,81%).

