«All’Aquila si sente l’aria di primavera»

26 Marzo 2019

Il racconto di Manieri dopo una passeggiata nelle strade del centro storico in ricostruzione

Esco di casa, parcheggio sul viale Duca degli Abruzzi. Mi affaccio sulla Porta Branconia, vedo il quartiere dove sono tornato a vivere messo male, adesso qualche cantiere si vede, ma solo quelli privati, gli altri, quelli dell’Ater, non è dato sapere quando verranno abbattuti. Vabbè questo è un altro discorso. Prendo via San Silvestro e vedo quel bel restauro della palazzina salendo verso la piazza a sinistra, dove ha abitato il mio amico Giorgio. Dalla piazza ammiro la stupenda facciata della chiesa, penso che dentro c’è stato un dipinto di Raffaello che gli spagnoli si portarono via e adesso è esposto al Prado di Madrid. La fontanella di via Porcinari è tornata al suo posto. In via delle Streghe scopro, meravigliato, un bel portale (quattrocentesco?) che prima non c’era. Scendo per via Minicuccio d’Ugolino e scorgo l’abside di San Pietro tornato a nuova vita, veramente bello, poi la facciata della chiesa ancora coperta a metà dalle impalcature e il palazzo dove c’era “La Lincosta” senza il tetto. Via San Domenico mi accompagna verso la Piazza, mi inoltro in via dell’Addolorata e scopro un condominio che si affaccia verso ponte Belvedere con una fontanella di acqua freschissima. Mi torna in mente quando con mia figlia Giulia facevamo il gioco della benda, saliva bendata dietro al motorino, la portavo in un luogo della città, e lei doveva capire dove ci trovavamo. Aveva 6 anni, era stata iscritta alla De Amicis, andava da sola a scuola, quando abitavamo a Santa Maria Paganica. Scendo per via Buccio di Ranallo, passo davanti a via Giorgetto dove abitano i miei amici Giampiero e Francesco in attesa di tornare alla loro casa di via del Pavone. Risalgo il Vicolaccio, svolto a via Camponeschi e faccio sosta al Palazzetto dei Nobili. Poi Piazza Palazzo, il Corso fino a Piazza Duomo, una visita alla nuova libreria Mondadori e vedo il discusso dehors. Torno sul Corso affollatissimo, sono diretto al Parco del Sole. Anche qui un delirio di bambini e genitori con molta gente sdraiata sui prati, panchine occupate. Mi avvio verso il ritorno, saluto l’amico Giuliano che porta a passeggio Pea, il suo pastore abruzzese. Anche mezza sgarrupata, ma quanto è bella la mia città! Si sente la primavera!
*cittadino aquilano