«All’hospice di Pescina c’è umanità»

Buona sanità: i familiari del 44enne Raglione ringraziano tutto il personale
PESCINA. «L’hospice di Pescina è una realtà sanitaria importante, all’interno della quale opera personale non solo professionalmente eccellente, ma anche umano, che sa capire chi, sfortunatamente, si trova a dover usufruire di tale servizio».
Il ringraziamento a tutta la struttura sanitaria di Pescina arriva da Maria Rita Francescone, zia di Lucio Raglione, il 44enne agente di commercio di San Benedetto dei Masi scomparso lo scorso 14 marzo a causa di una gravissima malattia.
«Abbiamo aspettato per fare questi ringraziamenti, ma è doveroso da parte nostra», prosegue la Francescone, «evidenziare l’operato di professionisti che quotidianamente hanno a che fare con il dolore, con persone che soffrono. Medici e personale sanitario che non solo mettono tutta la loro professionalità nel lavoro che svolgono, ma sono encomiabili per come sanno trattare le persone, i malati in primis, ma anche i loro famigliari e tutti coloro che hanno intorno, senza mai far sentire solo nessuno. A nome della nostra famiglia», aggiunge la zia di Raglione, «ringraziamo l’ex direttore sanitario della struttura, Maria Teresa Colizza, per quello che ha fatto e ha lasciato nel nostro territorio, ringraziamo i dottori Emma Cornelio, Roberta Bisegna, Massimo Piccinini, la psicologa Paola Sanna, Floriana De Michele e il personale».
L’Hospice si prende cura di persone con patologie non curabili ed è situato al terzo e quarto piano del Presidio territoriale di assistenza di Pescina. Conta dieci posti letto. L’hospice, aperto nel 2013 nel solco di un modello di sanità studiato per salvaguardare la qualità di vita dei malati terminali, dà un supporto importantissimo, oltreché alla persona da assistere, alle famiglie. Dispone anche di una biblioteca con oltre 1.000 volumi, salottini, tv e spazio-cucina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

