Allarme tribunale, organici carenti

Il procuratore: «Casi di violenze in aumento, stress da lavoro per il poco personale»
AVEZZANO. Tanti codici rossi da gestire e ancora zero risorse per il tribunale di Avezzano, sempre più in affanno. Una situazione che spinge il sindaco Gianni Di Pangrazio a lanciare un nuovo allarme. «Il sistema della giustizia locale non può più avere buchi o strappi», afferma Di Pangrazio, «nonostante i tanti annunci, i ricorsi, le rassicurazioni dall’alto e la disperata necessità di avere più personale per far fronte alla domanda della giustizia che arriva dal territorio, a oggi nessuna risorsa è giunta dall’Aquila a rafforzare la pianta organica del tribunale di Avezzano, scomparsa in verità nel 2012 e ancora non ripristinata. In Procura la situazione purtroppo è quasi la stessa», osserva il primo cittadino. In base al dettato dell’ultimo interpello nazionale del 26 luglio scorso del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria sono stati assegnati al presidio di Avezzano un cancelliere, un assistente giudiziario, due funzionari giudiziari e un autista. Risorse che, fanno sapere dal Comune, molto probabilmente arriveranno a partire dall’anno nuovo. Si dovrà stringere la cinghia ancora per qualche mese. Una situazione di non facile gestione per via dei numerosi casi di violenza di genere e dei relativi codici rossi che prevedono tempi di risposta piuttosto immediati.
«La mole di lavoro dovuta ai tantissimi casi di codice rosso nell’ultimo anno condiziona massicciamente i pochi magistrati presenti in Procura, assorbendo il loro tempo operativo al 70%», avverte il procuratore Maurizio Maria Cerrato, «il personale che c’è è sovraccaricato di lavoro e lo stress potrebbe andare a inficiare la qualità, la produttività e la tempestività dell’operato, calcolando anche che in Procura mancano attualmente un direttore amministrativo, due funzionari, tre cancellieri e 4 operatori giudiziari».
«Mi aspetto celerità. Chi deve mandare risorse ad Avezzano, dal tribunale dell’Aquila alla Corte d’Appello, le mandi, anche perché ci sono le possibilità dettate dall’ultimo emendamento del governo approvato sulle piante organiche», conclude Di Pangrazio. E mentre si continua a chiedere personale, resta la battaglia per la salvezza dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, la cui vita è appesa all’ultima proroga fino 31 dicembre 2024. (f.d.m.)
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