Allevatore preso a bastonate, 2 condanne

3 Ottobre 2019

Non ci fu rapina nella compravendita di bestiame finita in lite e con sei arresti. Assolti gli altri quattro sulmonesi

SULMONA. La compravendita di bestiame finì a bastonate, con un allevatore di Palena picchiato da Cristian di Cioccio, 41 anni, e Marco Spinosa, 36 anni, entrambi di Sulmona, ma non ci fu alcuna rapina ai suoi danni. È quanto sentenziato dal tribunale collegiale di Lanciano: presidente Andrea Belli, a latere Giovanni Nappi e Vincenzo Chielli. A processo erano finiti sei sulmonesi: Nino De Berardinis e Adamo D’Amato di 49 anni; Cristian Di Cioccio e Franco Spinosa; Antonio Di Cioccio, 43 anni, e Marco Spinosa, accusati di rapina aggravata, lesioni aggravate, danneggiamento, porto abusivo di bastoni e minacce. I sei furono anche sottoposti a misure cautelari.
La vicenda risale al 2 gennaio 2013 quando un allevatore di Palena, A.D.C., fu aggredito e preso a bastonate assieme al cugino, L.D.C.. Fu rapinato del portafoglio con 200 euro e del cellulare da cinque uomini con i quali si era incontrato a Gamberale per l’acquisto di bovini. Come ricostruito dal sostituto procuratore Francesco Carusi, a fine dicembre 2012 l’allevatore di Palena fu contattato telefonicamente da una persona che gli aveva proposto l’acquisto dei capi di bestiame. L’incontro per l’affare da 20.000 euro era stato fissato al 2 gennaio, vicino l’ex scalo ferroviario di Gamberale. L’uomo andò al casolare con il cugino L.D.C; ad attenderlo trovò degli uomini che anziché fargli vedere le mucche, li presero a bastonate: un agguato. Mentre L.D.C riuscì a scappare, l’allevatore restò in balia degli assalitori che lo rapinarono e gli provocarono un trauma cranico, un trauma all’emitorace destro, la frattura delle ossa nasali ed escoriazioni varie, per una prognosi di 20 giorni. Presero a bastonate anche l’auto di L.D.C., ammaccando la carrozzeria e spaccando i finestrini.
In base alle indagini dei carabinieri si scoprì che il mandante del presunto agguato era De Berardinis, macellaio indebitato con A.D.C., mentre gli altri 5 imputati erano gli esecutori materiali della rapina, delle lesioni, del danneggiamento e anche delle minacce. Nelle intercettazioni si sente ad esempio Cristian Di Cioccio dire all’allevatore: «Lepre ti vengo a trovare, ti vengo ad ammazzare, sei andato dagli sbirri». Il sostituto procuratore ha chiesto pene dai 3 ai 5 anni e 2 mesi. I legali degli imputati Alessandra Baldassarre, Stefano Michelangelo, Alessandro Scelli e Vicenzo Davide hanno respinto le accuse e ribadito più volte: «Non ci sono prove, i testi si sono contraddetti». I due, condannati a otto mesi (pena sospesa), dovranno pagare una provvisionale alle due parte civili, rappresentate da Fiorindo Salvatore, di 3.000 euro ciascuno, ma potranno appellare la sentenza.
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