Allevatori, a Onna martedì confronto con la Regione

24 Luglio 2016

L’AQUILA. Martedì prossimo alle 21 a Onna l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe incontrerà il comitato spontaneo degli allevatori per discutere alcune urgenti problematiche del settore. Il...

L’AQUILA. Martedì prossimo alle 21 a Onna l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe incontrerà il comitato spontaneo degli allevatori per discutere alcune urgenti problematiche del settore.

Il comitato, di cui è portavoce Americo Pezzopane, scrive in una nota: «Avendo già ricevuto riscontri positivi dall'assessore e dai dirigenti del servizio agricoltura, insistiamo per evitare l'abbattimento di 20.000 cavalli del comprensorio aquilano e 10.000 delle altre provincie. Questa fine per gli animali risulterebbe inevitabile perché l’attuale legge regionale prescrive la rimessa in stalla entro il 31 ottobre. La legge menzionata ha abolito infatti lo stato brado. Gli allevatori che ben conoscono l'ambiente e lo rispettano, richiedono la revisione della norma, perché il calpestìo anche invernale dei cavalli sui pascoli, in numero sufficiente per ettaro, risulta funzionale ed utile alla preparazione del cotico erboso per la stagione pascoliva successiva nonché utile alla prevenzione degli incendi con la pulizia dei pascoli per l'eliminazione dei cespugli e pulizia del sottobosco dove presente. Il Comitato precisa che ha già fatto presente all'assessore che il numero di capi animali che pascolano in Abruzzo attualmente ha subìto un calo numerico molto consistente rispetto all'attività di allevamento tradizionale con l' aumento invece della crisi del settore che risulta prostrato anche dalle prescrizioni dei Parchi e della velleitarie teorie di alcuni ambientalisti.

Il Comitato, a supporto di quanto affermato, ricorda che la transumanza e l'allevamento di capi equini, bovini ed ovini-caprini hanno fatto si che l'ambiente montano sia stato rispettato, lasciato integro e non cementificato, quindi ancora attrazione paesaggistica e naturalistica.

Il Comitato ha già fronteggiato anche le ostilità delle istituzioni locali (Comune ecc.) che hanno dato ulteriore conferma di non essere vicine alle esigenze degli allevatori».

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