Alloggi comunali, l’incognita dei canoni

Giunta al lavoro per calmierare i costi troppo alti per gli assegnatari, le prime consegne il 6 settembre
SULMONA. Abbassare i canoni degli appartamenti del contratto di quartiere. Con questo impegno si sono lasciati gli assessori ieri sera, dopo una giunta comunale fiume che riprenderà anche oggi. Recependo le disposizioni nazionali, infatti, i canoni concordati arrivano a sfiorare i 500 euro al mese, troppi per delle famiglie in difficoltà che hanno risposto a un bando di edilizia residenziale pubblica. Secondo i parametri ministeriali, ai canoni vanno sommati in percentuale l’uso del garage o del posto auto e dell’ascensore, oltre alla percentuale legata agli appartamenti nuovi in pronta consegna che dunque non prevedono nell’immediato manutenzione. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica dovranno essere consegnati il 6 settembre alle sei famiglie che li hanno già scelti sulle 15 assegnatarie. L’assegnazione arriva dopo una lunga gestazione legata alla commissione provinciale Ater prima che doveva stilare la graduatoria degli aventi diritto e alle pratiche per la sistemazione degli arredi dopo. Il mobilio è arrivato lo scorso maggio e con determina numero 531 del 28 ottobre scorso il dirigente Amedeo D’Eramo aveva affidato l’incarico alla ditta di Brescia “Habitat Italiana”, che aveva proposto in sede di gara un ribasso del 36 per cento, pari ad un incarico totale di 205mila euro. La società si è occupata di dotare gli appartamenti del secondo e terzo piano degli arredi necessari, mentre quelli pianificati per il piano terra, dove è stata ospitata la Guardia di finanza, saranno custoditi nel seminterrato, per poi essere posizionati appena i locali torneranno nella disponibilità del Comune, per un costo aggiuntivo di altri 16mila euro. Dopo la fine dei lavori nel 2016 e il bando pubblicato a dicembre dello stesso anno, la consegna era stata annunciata per il 31 marzo 2017. Quindici anni dopo l’avvio del progetto, varato nel 2002 e poi passato attraverso una gara deserta. (f.p.)
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