Alloggi per chi è in quarantena Il Comune si rivolge ai privati

Si cerca una struttura per ospitare, dopo il ricovero, i contagiati da Covid-19 che devono essere isolati Ricerca allargata anche agli imprenditori. Passerotti: «Serve il sostegno della Protezione civile»
AVEZZANO. Il Comune è alla ricerca di una struttura idonea per le “quarantene” post ricovero dei contagiati da coronavirus, le persone entrate in contatto con i positivi e quelle transitate nelle zone ad alto rischio. L’operazione - su richiesta della Protezione civile regionale - finalizzata ad individuare strutture non militari nei territori di residenza di chi finisce in isolamento, è ai nastri di partenza a Palazzo di città. «Sta per partire un avviso pubblico», afferma il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, «per individuare una struttura idonea ad ospitare, se necessario, persone in quarantena».
La ricerca di una struttura idonea nel territorio risponde a due ordini di fattori sottolineati dal responsabile della Protezione civile regionale, Silvio Liberatore, nella richiesta al Comune: «la necessità di reperire strutture presso i luoghi di residenza è diretta a limitare l’impatto psicologico che il trasferimento altrove potrebbe avere sulle persone, nonché a ridurre gli elevati costi di gestione».
Per evitare le quarantene lontano dalle residenze che, oltre alle notevoli spese, hanno generato non poche polemiche, quindi, la Protezione civile punta a creare una rete di centri «con caratteristiche logistiche e sanitarie idonee» a ospitare le persone in quarantena nei territori. Da qui la richiesta al Comune.
«Sulla scorta delle direttive degli organi centrali in relazione all’evoluzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e, segnatamente, dell’applicazione della misura della quarantena con la sorveglianza attiva, stante l’urgenza del caso», spiega Passerotti, «nelle more dell’avviso per la formalizzazione delle manifestazioni di interesse, ho avviato subito una ricognizione informale per verificare la presenza nell’ambito del territorio comunale di strutture idonee a garantire le esigenze».
Operazione senza esito in prima battuta. Passerotti, quindi, allargherà il campo di ricerca ai privati: a stretto giro scatterà l’avviso pubblico.
Nel frattempo, per far fronte a eventuali necessità di quarantene in strutture idonee, il commissario prefettizio confida nel soccorso della Protezione civile regionale. «Visto che, in questa fase, non sono state rilevate strutture in loco», chiosa il commissario prefettizio, «si chiede se la struttura di missione ha individuato soluzioni idonee per assicurare, in caso di necessità, alle persone residenti in questo Comune, l’obbligo di quarantena con sorveglianza attiva non assolvibile mediante la permanenza domiciliare».
Un rischio tutt’altro che remoto visto che il numero dei contagiati in città è salito a quota 40; mentre 14 persone sono in sorveglianza attiva; 5 in quella passiva.
Una volta superata la fase critica, infatti, per evitare che i contagiati che non possono rientrare nella propria casa siano costretti a trascorrere la “quarantena” lontano dalla residenza, occorre una struttura idonea nel territorio.
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