Alloggi universitari, bando per 160 posti

L’Adsu lo annuncia per oggi. Morgante si scusa per i ritardi e accusa i tecnici di «gravi inadempienze»
L’AQUILA. Sarà pubblicato oggi sul sito dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila il bando per assegnare gli alloggi agli studenti universitari fuori sede. La misura, dopo settimane di caos, è stata annunciata ieri sera dalla stessa presidente dell’Adsu aquilana Eliana Morgante con il vice Antonio Pensa, usando parole durissime verso la struttura dirigenziale dell’ente, accusata di inadempienze, e il Cda.
Destinatari del bando sono gli studenti aventi diritto iscritti all’Università dell’Aquila, all’Accademia di Belle arti o al Conservatorio di musica: per loro 160 posti letto di cui 100 nella nuova cittadella universitaria nella palazzina di proprietà dell’Azienda per l’edilizia residenziale pubblica (Ater) e i restanti 60 nella residenza diffusa in centro storico realizzata attraverso convezioni con privati.
Il decreto a firma della presidente Morgante ha superato «il blocco delle attività amministrative che si era determinato in seno all’Azienda per gravi inadempienze da parte della struttura burocratica apicale causando ritardi, disservizi e disagi tra i giovani e le loro famiglie», come scrive l’Adsu stessa. «Il tutto in attesa che siano efficaci i passaggi amministrativi e tempistici del provvedimento di revoca decisa dal Consiglio di amministrazione nei confronti della direttrice Paola Di Salvatore, dirigente in comando dalla Regione Abruzzo». E ancora: «La strategia è stata stabilita al termine di un summit che si è svolto stamani (ieri per chi legge, ndr) a palazzo Silone, sede della giunta regionale, alla presenza della presidente Morgante, del vice Pensa, del direttore generale della Regione Antonio Sorgi, oltre ai dirigenti dei settori coinvolti e alcuni legali. «Ci siamo confrontati con la Regione e abbiamo deciso di mettere in campo questa azione di emergenza, una sorta di “commissariamento” della struttura burocratica apicale che si è resa colpevole di numerose e gravi inadempienze che hanno causato il fermo dell’attività dell’ente proprio nel momento in cui si devono dare risposte alle esigenze degli studenti meritevoli e meno abbienti che si apprestano a cominciare l’anno accademico 2023-2024», dicono Morgante e Pensa. «Ringraziamo i funzionari dell’ente che si sono messi a disposizione in questi giorni molto difficili, il sindacato Cgil che ha capito che l’organo di indirizzo politico non ha responsabilità sulla grave situazione che si è venuta a creare, e la Regione. Purtroppo, dobbiamo sottolineare che avevamo segnalato da tempo le inadempienze della struttura apicale tanto che già nella riunione del Cda del 27 giugno scorso era stata formulata la ipotesi di una revoca del direttore davanti alla quale gli altri consiglieri di amministrazione non hanno votato e hanno preferito girarsi dall’altra parte di fronte ad una situazione diventata nei mesi successivi esplosiva. Ma ora, scusandoci ancora dei disagi arrecati a studenti e famiglie il peggio sembra alle spalle».
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