Alpini, presentato l’inno «Penne nere per L’Aquila»

11 Dicembre 2014

Il brano inedito musicato dai Cameristi dell’Istituzione sinfonica abruzzese Natale: «Chi ci governa non si è reso conto dell’importanza dell’adunata»

L’AQUILA. «Ed in quel triste Aprile, usi sempre a servire non solamente in guerra, fummo tra i primi noi a recare conforto». Nella terza strofa del canto musicato da Roberto Molinelli su un testo di Francesco Sanvitale, è spiegato il senso profondo del legame che si è creato tra gli aquilani e gli alpini arrivati da tutta Italia nei tristi giorni del sisma. La prossima adunata nazionale alpini del maggio 2015, l’88ª, non poteva non rimarcare questo legame profondo. Ed anche per questo l’Istituzione sinfonica abruzzese con i suoi Cameristi, formazione che affianca l’orchestra dal 1975, in collaborazione con il Comitato organizzatore, ha voluto creare un disco da donare all’adunata. Il cd è stato prodotto in 10mila copie da uno studio di registrazione aquilano, come aquilani sono gli ingegneri del suono e la sala in cui è avvenuta la registrazione, la celebre «L’Aquila temporary hall» del Conservatorio Casella, opera del pluripremiato architetto giapponese Shigeru Ban. E oltre al brano inedito «Penne nere per L’Aquila», i Cameristi dell’Isa hanno registrato l’Inno di Mameli in un arrangiamento per violino e archi di Roberto Molinelli, presentato alcune settimane fa a Roma nella Sala della Regina alla presenza del presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. Nel disco anche una versione del Signore delle Cime insieme alle Quattro stagioni di Vivaldi, con Ettore Pellegrino direttore e solista. Il concerto-evento di presentazione del disco è previsto per giovedì 18 alle 17,30 all’Auditorium del Parco

«Penne nere per L’Aquila» è stato presentato alla presenza del presidente dell’Isa Antonio Centi, del presidente Ana Abruzzi Giovanni Natale, del maestro Marco Moresco e del coordinatore del comitato «Aspettando L’Aquila 2015», Carlo Frutti. Natale ha rimarcato l’impegno quotidiano che gli alpini svolgono in Italia soprattutto in presenza di catastrofi naturali. «La nostra associazione ha saputo cambiare volto nel suo impegno quotidiano. Forse dobbiamo imparare a comunicare meglio quel che facciamo e forse chi ci governa non si è reso conto dell’importanza dell’evento che stiamo organizzando. A maggio arriveranno all’Aquila un’infinità di persone, da 300mila a mezzo milione».

Raniero Pizzi

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