Altre crepe e buche sul ponte Capograssi

4 Febbraio 2020

Torna l’allarme tra i cittadini che sollecitano verifiche tecniche e quei lavori attesi da tempo, ma mai cominciati

SULMONA. Spuntano nuove crepe e buche sul ponte Capograssi e si ripresentano i dubbi sulla tenuta della struttura che doveva essere oggetto di interventi, rimasti per ora sulla carta. Sui social network rimbalzano commenti preoccupati di cittadini che chiedono verifiche e soprattutto lavori urgenti del Comune sull’asfalto, per evitare che le infiltrazioni di acqua piovana compromettano la tenuta della struttura. L’anno scorso si era staccato dell’intonaco dalle campate, lasciando a vista i ferri arrugginiti.
Era il 21 gennaio del 2019 quando vennero affidate le verifiche statiche. L’incarico era stato assegnato con determina dirigenziale a una società Spin off dell’Università dell’Aquila. Nel 2018, subito dopo il crollo del ponte di Genova, l'amministrazione comunale aveva annunciato una serie di interventi sul ponte e in particolare l’ex vicesindaco Nicola Angelucci aveva disposto alcune verifiche da affidare sempre all’Ateneo aquilano. Circa un anno dopo anche il suo collega Luigi Biagi aveva disposto una serie di controlli e conseguenti interventi, rimasti però su carta. A settembre dell’anno scorso c’era stato un nuovo allarme in seguito al passaggio di centinaia di studenti che, in occasione di uno sciopero, saltando sul ponte avevano provocato oscillazioni che destarono non poche preoccupazioni.
Eppure la giunta Casini e gli uffici comunali erano stati velocissimi l’estate 2018 a fare uno studio sulle infrastrutture cittadine, sollecitati dal crollo di Genova e dalle verifiche da fare su ponte Capograssi, progettato da Riccardo Morandi, lo stesso ingegnere che progettò il ponte genovese. In meno di due settimane erano partite le verifiche tecniche sulle infrastrutture cittadine che erano state celermente inviate al ministero dei Trasporti. Erano stati segnalati 25 interventi – tra ponti, arterie di collegamento e canaloni, per un totale di 15 milioni di euro – che restano ancora in attesa di risposte. In particolare, il Ponte Capograssi, finito di costruire nel 1965 su progetto di cinque anni prima, è realizzato in cemento armato e precompresso. Quelli erano gli anni del boom di questo nuovo materiale. Ma ciò che all’epoca non si conosceva, però, era il rischio del degrado del calcestruzzo e quelle costose opere di manutenzione che impone dopo 30 o 40 anni.
Intanto, da agosto 2018 resta in vigore il divieto di sosta sul ponte che non va appesantito.
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