Altre due eccellenze aquilane “promosse” nei presìdi Slow Food

19 Novembre 2023

Sono la cipolla di Civita di Bagno e la pastinaca di Capitignano Il sindaco di Navelli, Federico: «Così tuteliamo la loro qualità»

L’AQUILA. Ancora due eccellenze alimentari del territorio aquilano entrano nel mondo Slow Food. Le due nuove “promosse” sono la cipolla di Bagno e la pastinaca di Capitignano. La buona notizia arriva in seguito all’iniziativa promossa dal Gal Gran Sasso-Velino, che ha portato a un attento studio delle due produzioni della zona da parte del Gal e del presidio Slow Food. Per entrare nel progetto, infatti, i due prodotti hanno dovuto dimostrare di rispondere a diversi, precisi criteri, come ad esempio la biodiversità, la tradizione alimentare, la provenienza da agricoltura sostenibile, la volontà di proteggerle dal rischio di estinzione.
«Due prodotti», spiega Paolo Federico, sindaco di Navelli e presidente del Gal, «strettamente collegati alla tradizione contadina dei territori, con qualità organolettiche degne di nota. Siamo convinti di aver dato in questo modo nuove possibilità di commercializzazione a due eccellenze e soprattutto fatto in modo che possano uscire dalla nicchia delle produzioni locali ed essere ampliate a livello regionale e nazionale. L’impegno profuso in questa attività, con particolare riferimento alla cipolla di Civita di Bagno, vuole essere anche un omaggio a mia madre, che come altri residenti di Civita di Bagno aveva a cuore questo prodotto, tra i più apprezzati del territorio». Soddisfazione per le attività messe in campo è stata espressa anche dal presidente di Slow Food Rita Salvatore.
La cipolla di Bagno si coltiva nei terreni pianeggianti e irrigui della conca aquilana, nelle frazioni di Bagno, Civita di Bagno, Monticchio e in parte Ocre. Leggermente schiacciata, dalla buccia dorata, ha una polpa bianca, quasi trasparente, di sapore zuccherino. La consistenza è compatta, l’odore pungente, tendente al dolce. Ciascuna cipolla varia tra i 400 e i 1100 grammi di peso e un diametro dai 10 centimetri fino a un massimo di 25.
Simile alla carota, invece, è la pastinaca di Capitignano, una radice di colore bianco crema con intricate ramificazioni, che lo fanno somigliare anche allo zenzero. È un ecotipo locale che si è adattato bene al clima e al terreno di Capitignano.
I due prodotti saranno ora al centro di una campagna di promozione e soprattutto tutela della loro qualità.