Altre due storie drammatiche nella Marsica

5 Giugno 2015

AVEZZANO. Sono diversi, anche in Abruzzo, i casi di tragedie dovute alla crisi economica. Secondo uno studio degli psicologi i casi di morte improvvisa di chi si ritrova all’improvviso senza lavoro,...

AVEZZANO. Sono diversi, anche in Abruzzo, i casi di tragedie dovute alla crisi economica. Secondo uno studio degli psicologi i casi di morte improvvisa di chi si ritrova all’improvviso senza lavoro, negli ultimi anni, sono in crescita.

Anche se resta da fare chiarezza su quanto accaduto nell’abitazione della famiglia Carli, Avezzano già a novembre dello scorso anno rimase sconvolta dalla morte di Carlo Luciani, 37enne, che da due anni e mezzo non riusciva a trovare lavoro.

Luciani si tolse la vita un mattino lanciandosi dall’appartamento al settimo piano di una palazzina al centro della città, dove viveva con la sua compagna.

A ottobre del 2013 a togliersi la vita è stato Giancarlo Persia, 47enne di Capistrello, trovato morto nella sua abitazione dalla moglie. Una delle figlie dell’uomo, disoccupato da anni, commosse tutto il paese, dall’altare, il giorno dei funerali. Quando con una lettera raccontò di come suo padre si era rivolto tante volte ai servizi sociali del Comune e di come tante volte aveva bussato a porte che non gli erano mai state aperte. Casi in crescita non solo nella Marsica, ma anche nel resto della regione. Ad agosto del 2013 un imprenditore di Roseto, nel Teramano, si tolse la vita nell’azienda di sua proprietà. I motivi del gesto, come poi ricostruito ai carabinieri, erano legati ai debiti con alcuni clienti che lo avevano provato psicologicamente.

Dopo solo qualche giorno un commerciante 51enne di Cappelle sul Tavo, nel Pescarese, decise di farla finita all’interno del suo furgone, a Spoltore. L’uomo non lasciò biglietti, ma i familiari raccontarono ai militari intervenuti che negli ultimi tempi era turbato da grosse difficoltà economiche.

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