Altre due vittime aquilane, paura per i focolai nelle case per anziani

16 Novembre 2020

Crescono i positivi in una struttura di Scoppito e anche nella residenza comunale ex Onpi al Torrione Sindaco di Fontecchio e Uncem: «Mancano dispositivi di sicurezza, ossigeno e vaccini antinfluenzali»

L’AQUILA. Richiesta l’istituzione della zona rossa, «a patto che siano previsti ristori per le attività», ed già pronto un elenco di strutture da convertire in Covid hotel. Lo comunica il sindaco Pierluigi Biondi, al termine della riunione con il gruppo medico-scientifico che supporta l’unità di crisi. Nelle stesse ore la Regione dirama il consueto bollettino giornaliero: sono 53 i nuovi casi in città, 183 nell’intera provincia, e si registra un decesso nel comune di Tornimparte. A Scoppito i test rapidi sui circa 100 pazienti della casa di cura Villa Dorotea fanno emergere una quindicina di positivi e cresce il numero dei contagi all’ex Onpi dell’Aquila, con un focolaio di circa 20 persone tra ospiti e dipendenti. Per l’emergenza in atto nelle residenze per anziani il presidente Uncem Abruzzo Lorenzo Berardinetti e il sindaco di Fontecchio Sabrina Ciancone chiedono più attenzione da parte di Regione e Asl. Intanto, in attesa che sia potenziato il reparto del G8 al San Salvatore, i pazienti Covid vanno nella Terapia intensiva di Sulmona. Nell’ospedale aquilano da sabato sera 9 malati sono ricoverati nella cappella di Sant’Alessio e ieri le tende esterne al Pronto soccorso erano tutte piene. Il primario di Malattie infettive Alessandro Grimaldi invita la popolazione a «rimanere a casa». Sull’istituzione della zona rossa, la deputata Stefania Pezzopane dice a Biondi a Marsilio: «Basta giochetti e inerzia. I sostegni sono già previsti nei decreti».
LE VITTIME. Deceduti con Covid Egidio Franchetti di 76 anni di Tornimparte (tampone post-mortem) e Arnaldo Francavilla di 82 anni originario di Lucoli, che si è spento a Roma. Sarà tumulato a Sassa, paese d’origine della moglie.
BIONDI. Il sindaco Biondi ha richiesto al governo l’istituzione della zona rossa, attraverso il presidente della Regione Marco Marsilio, «ma solo a patto che siano previsti ristori per le attività produttive costrette alla chiusura e ausilio per le famiglie i cui ragazzi devono seguire la didattica a distanza, seppur temporaneamente, a seguito delle disposizioni di chiusura segnalate dalle scuole e valutate dal dipartimento di Prevenzione».
PEZZOPANE. «La verità è che la zona rossa è una sconfitta, e se si fosse provveduto al tracciamento ed alla sorveglianza, a salvaguardare medici e personale nell’ospedale, a isolare subito i focolai come suggerivano medici, sindacati, e più modestamente il Pd, non saremmo arrivati a questo punto». Lo dichiara la deputata Pezzopane.
FOCOLAI ANZIANI. Si allarga il fronte dei cluster nelle residenze per anziani: nel comune di Scoppito dopo Villa Sorriso il virus colpisce anche Villa Dorotea, che ospita Rsa e centro di riabilitazione, con il personale che lamenta turni di lavoro estenuanti: «Sui degenti sono stati effettuati test rapidi che saranno completati con il tampone molecolare, ma sono state accertate circa 15 positività», conferma il sindaco Marco Giusti, che ha convocato per oggi un consiglio comunale straordinario sull’emergenza sanitaria in corso e sui provvedimenti da adottare. Nel giro di qualche giorno sono diventati una ventina, tra degenti e dipendenti, gli iniziali 6 casi positivi all’ex Onpi: anche qui il personale sanitario è alle prese con la difficile gestione della situazione. Uncem Abruzzo e il sindaco di Fontecchio Ciancone hanno evidenziato che «molti operatori e moltissimi anziani sono positivi ai tamponi, non si riesce a sostituire il personale sanitario che va in quarantena o in malattia, esistono difficoltà a reperire dispositivi di sicurezza (specie tute) e ossigeno, c’è carenza di vaccini antinfluenzali e soprattutto non vengono effettuati tempestivamente e non vengono restituiti gli esiti dei tamponi a personale e degenti».
GRIMALDI. «Ancora si vede molta gente che circola», dice il primario di Malattie infettive Grimaldi. «Si deve rimanere a casa e muoversi solo per necessità e impegni improrogabili. È una situazione esplosiva in cui dobbiamo tenere in considerazione l’Rt, ma il parametro ancora più importante è la pressione sulle strutture ospedaliere che bisogna abbassare per non lasciare nelle tende senza cure i positivi in condizioni precarie. Servono interventi rapidi, tempestivi ed efficaci».
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