Altre telecamere per vigilare su area camper ed eremo

SULMONA. I 20mila euro in bilancio per le telecamere saranno spesi a breve per l’acquisto di una decina di nuovi occhi elettronici. I dispositivi saranno posizionati sulle zone scoperte della città o...
SULMONA. I 20mila euro in bilancio per le telecamere saranno spesi a breve per l’acquisto di una decina di nuovi occhi elettronici. I dispositivi saranno posizionati sulle zone scoperte della città o nei punti nevralgici e strategici. Come quelli danneggiati di recente, tra cui l’eremo che resta una delle mete preferite dai vandali e la nuovissima area camper, visitata dai teppisti addirittura prima del taglio del nastro, con l’ultima incursione ieri ai danni dei punti luce. «Il progetto di videosorveglianza resta uno dei cardini del nostro operato», sostiene il sindaco Annamaria Casini, «sia per una questione di sicurezza che di tutela dei beni». È Leonardo Mercurio, responsabile della polizia municipale, a confermare i passi in avanti fatti in questa direzione. «Le telecamere ora funzionano tutte benissimo», interviene, «la ditta esterna che ci fa manutenzione (il costo è di 18mila euro l’anno) ha istallato la fibra e gestisce anche la registrazione delle immagini, con invio immediato di file tramite whatsapp in caso di indagini in corso o controlli da fare». Sono 65 le telecamere a guardia di monumenti e aree di interesse. «Ne istalleremo di nuove all’eremo, all’area camper, alla zona Peep e in alcuni punti delicati del centro storico», aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Mauro Tirimacco, «perché è inutile prevedere ristrutturazioni e lavori su beni di interesse pubblico se poi non siamo in grado di tutelarli». L’ultimo investimento sul circuito di videosorveglianza cittadino risale al 2013, quando la giunta Ranalli stanziò poco meno di 135mila euro, per l’acquisto e l’installazione di 30 telecamere fisse e 15 a brandeggio manuale, con un braccio d’azione di 360 gradi da puntare su una quarantina di punti strategici. La privacy viene garantita dall’oscuramento automatico del software che crea delle zone d’ombra in corrispondenza delle abitazioni private; per lo stesso motivo le registrazioni vengono distrutte dopo 24 ore, a meno che non servano per attività di indagine. È la polizia municipale ad occuparsi della gestione del servizio. Gli obiettivi principali restano la tutela dei patrimonio artistico e architettonico e la sicurezza.
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