Altri due casi sospetti al San Salvatore

10 Marzo 2020

Intanto la dottoressa contagiata sta bene e non ha più sintomi, ma il primo test per metterla in uscita è ancora positivo

L’AQUILA. All’ospedale San Salvatore sono arrivati altri due casi sospetti di coronavirus e sono in corso gli accertamenti, con le controanalisi, per stabilire se si tratta del virus. In ogni caso, anche questa volta non sono di persone aquilane, ma arrivate dal Nord Italia o che hanno avuto contatti con persone contagiate del Nord.
DOTTORESSA POSITIVA. Per quanto riguarda la dottoressa di Brescia, che aveva contratto il virus quindici giorni fa a contatto con il suo fidanzato a Bergamo, medico anche lui, e poi venuta all’Aquila per sostenere gli esami di Stato per l’abilitazione professionale, sta bene, ma non può essere dimessa per il momento perché il primo dei due test necessari per dichiarare la completa guarigione, ha dato ancora esito positivo.
«La dottoressa sta bene», dichiara il direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive del San Salvatore, il professor Alessandro Grimaldi, «ma evidentemente il virus non è ancora completamente debellato, anche se non ha più sintomi».
TRIAGE MALATTIE INFETTIVE. Ieri c’è stato molto fermento nell’ospedale aquilano, dove si stanno approntando sia il triage per Malattie infettive (davanti all’ingresso del reparto), sia la struttura del G8 per la Terapia intensiva.
MASCHERINE. Intanto il professor Grimaldi fa una raccomandazione: «Ritengo sia meglio usare le mascherine quando si esce, come stanno facendo in Cina. È un’ulteriore precauzione per evitare che comunque le goccioline possano trasmettersi. Sarebbe l’ideale indossare anche un paio di occhiali, ma intanto già uscire con le mascherine potrebbe essere una buona pratica», sostiene il direttore di Malattie infettive. Il problema è che le mascherine non si trovano più.
«IRRESPONSABILI». Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, denuncia comportamenti «irresponsabili».
«I social sono pieni di foto di persone che, nello scorso fine settimana, hanno affollato centri commerciali, organizzato feste di compleanno, escursioni collettive», scrive il sindaco. «Questi non sono comportamenti responsabili, in un momento come questo, in cui il contagio del coronavirus sta assumendo delle proporzioni importanti. Anche nella nostra regione. Il governo non ha chiuso le scuole e le università per concedere vacanze supplementari, non ha sospeso manifestazioni, eventi, convegni, o stabilito che le discoteche non dovessero operare per mero esercizio di potere. Noi non abbiamo rivisto le modalità di erogazione del servizio degli uffici comunali perché volevamo fare un dispetto ai cittadini. Gli assembramenti e i contatti ravvicinati costituiscono i migliori veicoli di diffusione del coronavirus. Possiamo contrastarlo in modo efficace, soprattutto in una città come la nostra in cui – al momento, per fortuna – i casi sono limitati e sotto controllo. Ma, al di là dei provvedimenti istituzionali, i primi nemici del contagio siamo noi. Noi e il nostro mancato senso di responsabilità. Bisogna stare a casa il più possibile, uscire solo laddove necessario, tenersi a distanza di almeno un metro tra l’uno e l’altro e rispettare tutte le regole dettate dall’Iss».
EMERGENZA ECONOMICA. Una situazione che, oltre all’emergenza sanitaria, sta creando un’emergenza anche dal punto di vista economico. Così il sindaco ieri sera ha incontrato Camera di commercio e associazioni di categoria (Confcommercio, Cna, Fida, Fipe, Fips, Fiva e Federalberghi), impegnandosi, insieme all’intera amministrazione, a «svolgere un ruolo di sensibilizzazione nei confronti della Regione e del governo affinché siano adottate tutte le misure possibili necessarie alla mitigazione degli effetti economici negativi del Covid-19». Sempre sul fronte dei Comuni, il prefetto Cinzia Torraco ha invitato i sindaci a non emanare ordinanze senza prima concordarle con le istituzioni centrali e nazionali, in questo caso con la prefettura stessa. «Eventuali misure adottate in contrasto con quelle statali in atto, sarebbero inefficaci», ha specificato il prefetto Torraco.
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