Altri testimoni davanti al procuratore

Sono avventori e titolari di esercizi pubblici che avrebbero visto per l’ultima volta Collinzio D’Orazio prima della scomparsa
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Sono state ascoltate dagli inquirenti anche altre persone in qualità di testimoni, per fare luce sulle complesse indagini riguardanti la morte di Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto trovato nel fiume Giovenco a 23 giorni dalla scomparsa, che risale al primo febbraio.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini, vede iscritti nel registro degli indagati per abbandono di incapace (l’ipotesi di omicidio è per ora contro ignoti) due giovani. Si tratta di Mirko Caniglia e Fabio Mostacci, di 27 anni, che per ultimi hanno visto la vittima riferendo di avergli dato un passaggio a casa. Ascoltati dagli investigatori, hanno però spiegato di averlo poi lasciato in una strada del paese e di non averlo più visto. Oltre a loro, però, sono stati ascoltati nei giorni scorsi anche altri testimoni che erano in alcuni dei locali del paese quella notte, oltre a uno dei titolari degli esercizi pubblici. Insieme all’attività investigativa classica, la Procura di Avezzano e i militari dell’Arma hanno avviato un’analisi informatica per ricostruire le fasi di quella notte e le comunicazioni tra i due giovani. Il consulente tecnico nominato dalla Procura si occuperà di estrapolare il contenuto digitale dei cellulari appartenenti ai due giovani indagati. Verranno analizzati tutti i dati riguardanti le comunicazioni anche attraverso i social dei telefonini, come Facebook, WhatsApp e gli sms. Verrà recuperato anche il contenuto cancellato dalla memoria dei cellulari sequestrati. Saranno poi acquisiti i video registrati da due telecamere di sorveglianza della zona nel periodo che va dal primo al 23 febbraio.
Il consulente avrà 60 giorni di tempo per analizzare tutto il materiale acquisito. Le operazioni di accertamento avranno inizio martedì e quindi le risposte potrebbero arrivare già nelle ore successive. I carabinieri della Compagnia di Avezzano, il Nucleo operativo, insieme ai militari della locale stazione, non trascurano nessun dettaglio e vogliono con ogni probabilità ricostruire tutti i movimenti avvenuti in centro a San Benedetto e nei locali interessati presenza delle persone coinvolte. Sul caso lavoreranno anche i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma. Il Ris sarà chiamato ad analizzare le tracce sull’auto di proprietà di uno dei giovani indagati, con la quale avrebbero accompagnato a casa quella sera la vittima. In quel frangente ci sarebbe stato un incidente e i due giovani hanno raccontato di aver urtato un tombino.
Anche su questo verrà fatta chiarezza.
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