Altri tre cuccioli abbandonati, uno è morto

8 Agosto 2015

Li ha trovati una ragazza: erano chiusi in una busta di plastica. Alle Cavate avvelenati due gattini

SULMONA. Tre cagnolini agonizzanti chiusi in una busta lasciata lungo una strada di campagna; due gatti uccisi con il veleno a poche centinaia di metri di distanza. Fatti deplorevoli che si ripetono con frequenza, soprattutto durante l’estate. Ma per fortuna c’è ancora qualcuno che combatte e lotta contro queste crudeltà. È il caso di una giovane di Sulmona, Daniela Gianberardino, che l’altro giorno è riuscita a salvare due dei tre cagnolini che qualcuno aveva condannato a morte lasciandoli chiusi dentro una busta di plastica lungo il ciglio di una strada. La giovane, stava facendo la solita passeggiata lungo via Torta, tra Sulmona e Pettorano sul Gizio, quando ha notato la busta di plastica dalla quale provenivano degli strani mugolii. «All’inizio ho pensato che fosse stato il vento a provocare quegli strani rumori», racconta la giovane, «poi, avvicinandomi, ho visto la busta che continuava a muoversi e incuriosita l’ho aperta sciogliendo i nodi che la tenevano stretta. All’interno c’erano tre batuffoli neri, tre cagnolini, uno dei quali completamente immobile Il cucciolo, infatti, era già morto.Ho raccolto gli altri due e mi sono diretta verso la sede della Asl di viale Gorizia per farli curare». Ed è qui che si son o presentati altri problemi. All’inizio nessuno voleva accogliere i piccoli: la Asl perché non aveva i mezzi per accudirli e il canile comunale perché, secondo la custode, il primo soccorso spettava alla Asl. Uno scaricabarile che ha mandato su tutte le furie la giovane. «Sono stata dalle 9 fino a mezzogiorno nella sede della Asl per cercare di trovare una soluzione per i cuccioli», continua la donna, «poi visto che la situazione non si sbloccava, perché non c’era personale che potesse occuparsi di loro, ho garantito che sarei tornata il pomeriggio per dargli da mangiare. E così o fatto». Ora i due cuccioli si trovano nella sede della Asl in attesa che qualcuno di buon cuore si prenda cura di loro. Situazione analoga per le colonie dei gatti che rischiano di scomparire dopo gli ultimi avvelenamenti avvenuti nella frazione delle Cavate. A lanciare l’allarme è Franca Ferroni che da mesi spinge per la realizzazione di un ricovero per queste bestiole. «La situazione è drammatica e spero che il sindaco mantenga le promesse fatte, dando il via libera al ricovero per i gatti».

Claudio Lattanzio

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