Ama, i lavoratori occupano la sede
Invito all’amministratore Berardi a non rompere gli accordi presi
L’AQUILA. Un invito a «porre fine alle azioni di contrasto, che nulla hanno a che fare con il miglioramento dei servizi per i cittadini». Ma la situazione si è fatta tesa, dopo l’assemblea sindacale di ieri sera alle 21 e intorno alle 22.30 una rappresentanza di lavoratori, insieme ai sindacalisti, hanno deciso di occupare la sede dell’Ama (Azienda per la mobilità aquilana) e hanno avvertito le forze dell’ordine.
L’appello dei sindacati e delle Rsa Ama era rivolto all’amministratore unico della Società Giammarco Berardi. I rappresentanti dei 130 lavoratori, che da gennaio perderanno tra i 300 e i 400 euro in busta paga a causa dell’annullamento della contrattazione di secondo livello, hanno scritto a Berardi, replicando a una sua nota, «basata su un assunto davvero singolare», dicono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl, «che vedrebbe le organizzazioni sindacali – in buona compagnia del primo cittadino, degli assessori e del consiglio comunale – aver male inteso gli ultimi accadimenti». Il riferimento è all’impegno, assunto dal sindaco, Pierluigi Biondi, di una soluzione ponte fino al 30 gennaio 2020, per evitare i tagli agli stipendi, che poi sarebbe stata disattesa su iniziativa di Berardi. Nel frattempo, dalla Regione sono arrivati 400 mila euro per l’Ama, «una somma quindi utile», aggiungono i sindacati, «per la rimodulazione della contrattazione aziendale, sempre che da parte nostra non si sia, ancora una volta, male interpretata la dichiarazione pubblica resa in tema dal sindaco». I sindacati ricordano, in merito alla delibera contestata, «l’incongruenza rispetto a quanto sostenuto dalla relazione tecnica sul costo standard già acquisita e votata dal consiglio comunale, gli eventuali rischi di contenziosi legati alla cancellazione della contrattazione aziendale e, infine, l'evidente contrasto con i provvedimenti precendenti». (r.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

