Amatrice, L’Aquila con il lutto

25 Agosto 2018

Bandiera listata di nero nell’anniversario del sisma. Di Maio: via la De Micheli

L’AQUILA. La bandiera neroverde della città dell'Aquila affissa fuori gli uffici comunali di Palazzo Fibbioni, è stata listata a lutto, in segno di vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia il 24 agosto 2016.
«In questo modo intendiamo testimoniare il sentimento di vicinanza e solidarietà nei confronti dei nostri fratelli di Amatrice e tutti i territori martirizzati dal terremoto di due anni fa», dichiara il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi. «Il ricordo di quelle drammatiche ore, dei giorni e dei mesi successivi a quella tragedia, è ancora molto vivido nella memoria e nei cuori di ogni aquilano. Sappiamo cosa vuol dire lottare per risollevarsi, dopo un evento traumatico e doloroso come quello che ha colpito il Centro Italia, e saremo sempre al fianco di chi, con coraggio e testardaggine, conduce una battaglia che non deve avere connotazioni partitiche, ma unità d'intenti per le nostre comunità».
Il terremoto di due anni fa, che ha distrutto Amatrice, è stato avvertito in modo intenso anche all’Aquila e nei paesi vicini. Poi le altre due scosse importanti, il 30 ottobre 2016, a Norcia, e 18 gennaio 2017, che ha colpito le zone di Montereale e Capitignano.
Intanto il vice premier, Luigi Di Maio, ieri ad Amatrice «per far sentire la presenza dello Stato», ha annunciato che «entro l'11 settembre il governo nominerà il nuovo commissario» per il terremoto, che dovrebbe sostituire Paola De Micheli. Secondo Di Maio serve «una legge ordinaria, che dia strumenti speciali per affrontare tutte le emergenze. Non serve una legge speciale per ogni terremoto», ha spiegato, «ma norme per tutti i terremoti».
Intanto, due anni dal terremoto di Amatrice, la sequenza sismica in Italia centrale non è ancora conclusa, tanto che si registrano 30 eventi al giorno. Lo rileva l'Ingv. «Tecnicamente la sequenza non può considerarsi conclusa, anche se il numero e la magnitudo degli eventi è diminuito notevolmente negli ultimi mesi», scrivono i sismologi. «Attualmente rileviamo ancora una media di 30 eventi al giorno, la maggior parte dei quali di magnitudo minore di 2.0». L'area interessata occupa un ampio settore dell'Appennino centrale, esteso per circa 80 chilometri da Camerino all’Aquila e che lateralmente si estende fra 10 e 20 chilometri. Le ricerche condotte finora indicano che si è attivato un sistema di faglie e sono in corso nuovi studi per caratterizzarle e migliorare le conoscenze relative alla pericolosità dell'area.(v.p.)
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