Ambulatori a rischio: la Regione promette incontri e soluzioni

L’AQUILA. La Regione entra in campo nella questione dei Nuclei di cure primarie dell’Aquilano a rischio chiusura, promettendo una soluzione ai medici. «Su richiesta del consigliere Pierpaolo...
L’AQUILA. La Regione entra in campo nella questione dei Nuclei di cure primarie dell’Aquilano a rischio chiusura, promettendo una soluzione ai medici.
«Su richiesta del consigliere Pierpaolo Pietrucci, i sindacati medici sono stati ricevuti dalla 5ª commissione consiliare regionale, insieme al direttore generale della Asl 1, l’assessore regionale alla Sanità e il direttore generale del dipartimento Sanità della Regione», spiegano i segretari provinciali della Fimmg Vito Albano, dello Snami Raffaele Giorgi, dello Smi Guido Iapadre, della Cgil Francesco Marrelli e della Filcams Cgil Andrea Frasca. Che ricordano: «Il problema è dovuto alla non sostituzione (da circa 8 mesi) dei medici pensionati negli Ncp, sostituzione resa ora anche più difficile a causa di una nota del dipartimento Sanità della Regione che dispone un blocco dei subentri finché non si arrivi ai minimi contrattuali, tagliando di fatto il servizio a migliaia di cittadini della Asl dell’Aquila».
Quindi sull’incontro dei giorni scorsi: «Durante l’audizione in commissione, tutti gli attori hanno ribadito la necessità di mantenere in vita gli Ncp, sia per i servizi che forniscono ai cittadini, sia in vista della prossima istituzione delle Uccp (Unità complesse di cure primarie, ossia strutture più articolate degli Nnc) che verranno discusse in una imminente contrattazione decentrata regionale, pur adducendo difficoltà di bilancio, e quindi di dare luogo alle sostituzioni. A conclusione, l’assessore Verì, ha dichiarato la volontà di portare il problema a soluzione, e pertanto di promuovere un incontro con i sindacati, incontro in cui proporrà una soluzione che potrebbe mettere d’accordo tutte le parti. I sindacati si sono detti disponibili a tutte le iniziative che possono portare al termine dello scontro attuale, e restano in attesa di un incontro che ovviamente dovrà avvenire a tempi brevissimi, poiché il problema ormai si trascina da mesi. Nel frattempo, lo stato di agitazione continua, fino a soluzione completa».

