Ammanco alla Bper, ex cassiere patteggia

5 Maggio 2019

Condannato a 20 mesi per aver svuotato i conti di alcuni clienti. L’inchiesta partì da un’autodenuncia del bancario

L’AQUILA. Il gip del tribunale, nei giorni scorsi, ha accolto la richiesta di patteggiamento a venti mesi di reclusione (con i benefìci di legge) per conto di un ex cassiere della Bper, Pietro Ludovici, accusato di truffa. Il caso, per lui, si chiude qui. I fatti sono lontani nel tempo. Egli, per alcuni anni, avrebbe raggirato i clienti della banca sottraendo somme dai loro conti. Inizialmente i conteggi fatti dalla Guardia di Finanza avevano portato a cifre davvero considerevoli, si era parlato di diversi milioni, ma poi la somma è stata ridimensionata a meno di un milione. I fatti vennero alla luce oltre due anni fa in seguito a un’autodenuncia del sospettato. L’uomo andò spontaneamente in Procura raccontando la sua storia e, ascoltato dal magistrato, si sarebbe difeso spiegando che tutto era partito dalla necessità di ripianare uno scoperto per l’acquisto di mobili e la ristrutturazione della propria abitazione.
L’impossibilità di avere dalla sua stessa banca un prestito gli avrebbe fatto scattare l’idea della truffa. Avrebbe così fatto sottoscrivere ai clienti degli investimenti ad alto rendimento, fornendo falsi stampati dell’ex Carispaq, poi divenuta Bper, come ricevuta. Sono una decina le persone raggirate che hanno documentato la sparizione del denaro dai loro conti. Fu anche verificato se, per caso, ci fossero state omissioni nei controlli interni, ma non è emerso nulla. Va anche detto che una parte di quei soldi è stata direttamente restituita dallo stesso accusato e si è accertato che non aveva accumulato soldi in qualche ipotetico paradiso fiscale. Un ruolo importante nel procedimento è stato tenuto dalle parti civili rappresentate dagli avvocati Ferdinando Paone dell’Aquila e Luca Tirabassi di Sulmona. L’ex cassiere è stato assistito dall’avvocato Roberto Madama.
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