«Analisi sui materiali ritrovati»
L’AQUILA. Per studiare i materiali la Soprintendenza sta attivando collaborazioni con due Istituti specialistici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact). «Abbiamo già...
L’AQUILA. Per studiare i materiali la Soprintendenza sta attivando collaborazioni con due Istituti specialistici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact). «Abbiamo già preso i primi contatti operativi», assicura la soprintendente, Alessandra Vittorini, «per un rapporto di collaborazione che potrà portare a nuovi studi e conoscenze approfondite su quanto sta emergendo sull'archeologia aquilana nell'ambito dei tanti lavori in corso, in città e nel territorio. I materiali scheletrici verranno studiati dal Laboratorio di bioarcheologia del museo preistorico e etnografico Pigorini di Roma, che attualmente fa parte del Museo delle civiltà. In contatto con gli archeologi che si sono occupati dello scavo, gli studiosi del “Pigorini”effettueranno analisi scientifiche che permetteranno di conoscere l'alimentazione, le patologie di questi uomini e la cronologia esatta della loro vita, mentre i corredi associati alle sepolture verranno restaurati con la collaborazione della Scuola di alta formazione dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma, che potrà effettuare anche il micro scavo delle olle per capire cosa contenevano». Uno studio che potrebbe rivelarsi interessante perché coprirebbe un arco di tempo piuttosto lungo: dall'ottavo al terzo secolo avanti Cristo. Non solo: una volta terminato il lavoro si potrebbe pensare anche a una valorizzazione "in loco" dei resti.«Proprio a Onna si potrebbe trovare il modo di esporre questi reperti, dopo averli restaurati, inventariati e resi fruibili» spiega l'archeologa Rosanna Tuteri. I corredi hanno storie da raccontare molto interessanti, singolarmente e nel contesto". A ospitarli potrebbe essere la Casa della Cultura come chiesto dagli abitanti del posto e in primis da Onna onlus. Infine, si sta lavorando anche alla possibilità di ampliare lo scavo. È stata indagata solo una parte della necropoli, quella che coincideva con il cantiere per l'attraversamento della ferrovia. «C'è una zona di necropoli che speriamo di scavare in futuro, grazie ad alcuni sponsor», conclude la Tuteri.(m.c.)
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