Anastasio è il coordinatore dei sindaci del cratere 2009

Il primo cittadino di Pizzoli supportato dal Pd, non senza qualche contrasto A fargli da vice ci sarà Giorgi che è alla guida del Comune di Montereale
L’AQUILA. Giovannino Anastasio (primo cittadino di Pizzoli) è il nuovo coordinatore dei sindaci del cratere sismico 2009. Massimiliano Giorgi (sindaco di Montereale) sarà il suo vice. Detta così sembra che tutto sia filato liscio, come da previsioni della vigilia. Anastasio infatti era la scelta del centrosinistra a cui fa riferimento la maggioranza dei primi cittadini del cratere. Giorgi era stato indicato dal centrodestra. Ma in realtà per Anastasio la strada è stata in salita. Nonostante fosse supportato anche dalla segreteria regionale del Pd il sindaco di Pizzoli aveva trovato una forte opposizione proprio nel suo schieramento. Ufficialmente c’era chi contestava lo “sbilanciamento” dei “poteri” tra l’Alta Valle dell’Aterno (Pizzoli e Montereale) e il resto del cratere. Nella sostanza hanno avuto un ruolo pure vecchie ruggini legate a passate e recenti consultazioni elettorali nelle quali Anastasio ha fatto un paio di volte corsa a sé anche in concorrenza con altri candidati Pd. Il rischio di una spaccatura clamorosa dentro il centrosinistra con ripercussioni a vari livelli a un certo punto è stata più che una mera possibilità. E ieri pomeriggio nei locali dell’ufficio speciale di Fossa 44 sindaci (su 56) sono arrivati senza certezze. Intorno alle 16 è stato verificato il quorum e quindi l’assemblea è iniziata. Dopo una breve discussione “accademica” il sindaco di Acciano, Tullio Camilli ha proposto di votare il “ticket” Anastasio-Giorgi. A quel punto è intervenuto il sindaco di Rocca di Mezzo, Mauro Di Ciccio (fra quelli che più aveva espresso perplessità sulla scelta di Anastasio) il quale ha tentato il colpo a sorpresa e ha chiesto il voto segreto. È’ probabile che nel “segreto” dell’urna l’accordo sul sindaco di Pizzoli – che a molti sembrava fragile – sarebbe potuto naufragare. Per decidere sulla consultazione segreta serviva però il voto dell’assemblea: risultato 25 sì per il voto palese e 19 per quello segreto. Di Ciccio ha capito che ormai c’era poco da fare e per evitare di andare a uno scontro con conseguenze non prevedibili (ne andava di mezzo l’immagine e la credibilità del coordinamento e la cabina di regia di Roma non avrebbe certo gradito) ha ritirato la sua candidatura. L’ultimo atto è stato il voto finale: 42 a favore del ticket Anastasio-Giorgi e 2 astensioni (Rocca di Mezzo e Cagnano Amiterno). Di fatto è stata l’unanimità. L'assemblea era stata convocata a Fossa dal primo cittadino di Cugnoli Lanfranco Chiola che era il coordinatore pro tempore dopo che Francesco Di Paolo, era decaduto in quanto non riconfermato sindaco di Barisciano.
IL COORDINATORE. Il coordinatore dei sindaci del cratere nasce ufficialmente (anche se in precedenza era stato già delineato) con la cosiddetta legge Barca che disegnò la nuova gestione ordinaria della ricostruzione. La legge confermò la governance strutturata per 8 aree omogenee, istituì 2 uffici speciali per la ricostruzione, uno competente per L’Aquila, e uno per i restanti 56 Comuni del Cratere. In un comma venne specificato che «partecipa all'intesa per la costituzione dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere, oggi guidato da Raffaello Fico, un coordinatore individuato dai 56 comuni del cratere». L'intesa per l'Usrc, siglata il 9 agosto 2012 a Roma, dispone che il titolare dell'Ufficio speciale «è designato dal ministro per la Coesione territoriale d'accordo con i rappresentanti delle aree omogenee» specificando ulteriormente che «alla stipula del relativo contratto per un periodo di tre anni provvede poi il coordinatore dei Comuni del cratere». Quest’ultimo dice la sua anche sul “Comitato di indirizzo, domiciliato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ai fini dell'uso delle risorse finanziare destinate allo sviluppo nelle zone del cratere sismico». E al nuovo coordinamento sono arrivate le congratulazioni del segretario regionale del Pd, Michele Fina. «Un segnale di unità al di là delle differenze politiche e territoriali. Ora il tavolo della ricostruzione e i cittadini hanno un interlocutore essenziale a disposizione».
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