Ance, incandidabile chi ha subìto procedimenti giudiziari

L’AQUILA. L’Ance dei costruttori edili esclude dalle proprie cariche chi ha subìto procedimenti giudiziari. «Mai più ambiguità nelle norme che regolano la vita associativa di Ance L’Aquila, abbiamo...
L’AQUILA. L’Ance dei costruttori edili esclude dalle proprie cariche chi ha subìto procedimenti giudiziari. «Mai più ambiguità nelle norme che regolano la vita associativa di Ance L’Aquila, abbiamo riportato giustizia e democrazia»: queste le parole del presidente Gianni Frattale all’apertura dell’assemblea straordinaria di ieri mattina.
L’assemblea «ha approvato importanti integrazioni al Codice etico degli edili che aveva portato, nelle scorse elezioni per il rinnovo degli organi, incertezze e discussioni, soprattutto riguardo ai requisiti di eleggibilità dei candidati», come si legge in una nota di Ance L’Aquila, che continua: «Era uno dei più importanti punti di mandato del presidente Frattale, su cui ha lavorato alacremente, negli ultimi mesi, un’apposita commissione interna formata dai rappresentanti delle tre territoriali dell’Aquila, di Avezzano e di Sulmona».
Poi ancora: «L’unanimità dei soci intorno al nuovo documento ha confermato la ritrovata armonia all’interno della dirigenza e di tutte le imprese iscritte. Per Frattale un risultato che favorisce una maggiore serenità nella gestione dell’associazione, soprattutto per chi verrà dopo di lui».
Nella sostanza, secondo l’Ance, sono stati meglio argomentati e chiariti i motivi di esclusione dalla candidatura agli organi statutari, precisando «in maniera inequivocabile» che, a seguito di procedimenti giudiziari subiti, chi è idoneo per cariche pubbliche, lo è anche per Ance L’Aquila, a patto che si tratti di reati non gravi, che la pena sia estinta e il soggetto pienamente riabilitato anche per la pubblica amministrazione dalle autorità competenti.

