Anche Diabetologia a mezzo servizio

Visite sospese e orario ridotto per l’ambulatorio che segue tremila malati. La protesta dei pazienti
SULMONA. Visite sospese per un giorno e ridotte in un altro. Continua a funzionare a singhiozzo il reparto di Diabetologia dell’ospedale di Sulmona, con tutti i disagi che ne conseguono per i pazienti e i loro familiari. A denunciare l’ennesimo disservizio è Salvatore Del Boccio, presidente dell’associazione peligna diabetici. «I rinvii dei giorni scorsi vengono ritenuti dalla nostra associazione ingiustificabili», incalza, «soprattutto perché non sono più un’eccezione e tendono a diventare normalità, creando sempre più disagi, sfiducia e incertezza tra i pazienti che, ormai, preferiscono essere curati e seguiti da altre strutture, come già denunciato in precedenza». Il problema dei disservizi all’Annunziata, infatti, è legato a doppio filo alle liste di attese che si allungano a dismisura e agli utenti che di conseguenza sono costretti a rivolgersi a strutture private, con un maggiore esborso di denaro, con il servizio sanitario nazionale che diventa un diritto negato. Sono circa tremila i pazienti seguiti dal reparto di Diabetologia dell’Annunziata, con 250 malati in più ogni anno. Il rischio di ammalarsi di diabete aumenta tra i 45 e i 65 anni. Inoltre, il diabete di tipo 2, che in passato veniva considerata malattia della terza età, colpisce persone sempre più giovani, marcando un decisivo cambio di rotta. In particolare l’incidenza della malattia è in forte aumento nella fascia 45-55 anni. Numeri importanti, dunque, che non ammettono rinvii, sospensioni o chiusure per ferie, come già successo in passato. «In aggiunta a questi disagi e disservizi, l’associazione porta a conoscenza anche del trasferimento ad altro reparto, sia pur temporaneo, dell’infermiera più esperta e preparata, capace di gestire e tranquillizzare i pazienti conoscendo le loro esigenze e il loro carattere», aggiunge Del Boccio. «L’associazione chiede, pertanto, di conoscere i criteri e le motivazioni di tale trasferimento». Per tutti questi motivi viene rinnovato l’invito a un incontro col manager dell’Asl Rinaldo Tordera, a cui si unisce anche l’appello di Edoardo Facchini, presidente del Tribunale per i diritti del malato. «Oggigiorno non possono più accadere cose del genere, costringendo malati e pazienti a rinviare cure e terapie fondamentali», incalza.
Federica Pantano
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