Anche i pm aquilani indagheranno sulla Banca Etruria

20 Dicembre 2015

In arrivo una trentina di segnalazioni di casi sospetti Al vaglio i modi di vendita dei titoli subordinati e azioni

L’AQUILA. Anche la Procura del capoluogo di regione sarà chiamata ad occuparsi dello scandalo che ha coinvolto la Banca Etruria.

Infatti l’avvocato che tutela la maggior parte di coloro che nell’Aquilano hanno perso i loro soldi, Vanna Pizzi, sta per presentare una denuncia: nel mirino la procedura sulla vendita dei titoli subordinati e azioni in garanzia di mutui o prestiti. Si vuole verificare se gli acquirenti fossero coscienti di assumersi un certo livello di rischio.

I casi in questione, solo per quanto riguarda l’area aquilana, sarebbero una trentina, ma secondo il legale nelle prossime settimane il numero potrebbe anche crescere. L’intenzione è quella di prospettare alla magistratura aquilana i vari casi senza indicare che tipo di reati possano essere contestati.

Non è scontato che si tratti di truffa come potrebbe sembrare a prima vista. Valutazioni che spettano, per l’appunto, ai pm i quali possono anche individuare altri reati.

Ma l’aspetto penale, per quelle 1.500 persone tra Pizzoli e L’Aquila che hanno perso dai 7 ai 10 milioni, è secondario visto che l’interesse principale è quello di recuperare le somme andate in fumo.

Comunque ad Arezzo, sede principale della Banca Etruria, la locale Procura ha aperto un nuovo fascicolo. Si tratta della quarta inchiesta che riguarda Banca Etruria, dopo quelle sulle false fatturazioni, per ostacolo alla vigilanza e sul conflitto di interessi di alcuni amministratori. Anche qui si vuole sapere se i risparmiatori erano consapevoli dei rischi.

Anche il caso di Pizzoli sta ottenendo un rilievo nazionale. Il sindaco del paese, Gianni Anastasio, è stato ospite tre giorni fa della trasmissione di Rete 4 “Dalla vostra parte”, insieme a tanti degli oltre mille risparmiatori del Comune che guida, beffati dal salvataggio di Banca Etruria.

L’aspetto civilistico, dunque, è preponderante. Infatti, è in arrivo una richiesta di sequestro preventivo dei beni che è una forma cautelare per tutelare gli interessi di tutti i risparmiatori danneggiati.

Sono i pensionati i più colpiti. E quelli numericamente più consistenti nella class action intentata contro la banca Etruria. Anziani che hanno visto sfumare i risparmi che avevano affidato alla loro banca di fiducia. Non si parla di grandi cifre. Diecimila, quindicimila euro al massimo.

Ma del resto è normale che si fidassero. Infatti la Banca Etruria ha aperto la sua prima sede a Pizzoli nel lontano 1957 e dunque la crescita economica di quella parte dell’Aquilano è andata avanti anche grazie alla presenza di quell’Istituto di credito.(g.g.)

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