Annunziata, test dell’Ingv per tutelare il monumento

I carotaggi fino a una profondità di 50 metri per programmare eventuali lavori Si verifica la risposta del terreno a un’eventuale scossa di terremoto
SULMONA. Sono appena terminate le verifiche sismiche all’Annunziata. I sondaggi, condotti dall’Ingv nelle ultime due settimane, serviranno a verificare la capacità di reazione del complesso monumentale sulmonese alle varie intensità di terremoto, possibili in una zona sismica di livello 1.
Scavi in profondità fino a 50 metri sono stati fatti in via degli Agghiacciati e via del Conservatorio, i due vicoli dove affaccia il monumento. I carotaggi, con la tecnica del dilatometro e con quella della maglia pesante cinese nel cortile interno dell’Annunzia su vico dell’Ospedale, serviranno a verificare la risposta sismica del terreno a un eventuale terremoto.
Dalle risultanze dei rilievi che saranno elaborati a breve verranno programmati eventuali interventi per rendere meno vulnerabile la struttura monumentale a una scossa sismica. Il progetto, voluto dall’Ingv, riguarda solo due monumenti in Abruzzo, l’Annunziata di Sulmona e la basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila.
Complementare all’iniziativa è la zonizzazione sismica, che dovrà verificare la tenuta del suolo sottostante la città in funzione di eventuali interventi mirati di messa in sicurezza.
Nel 118esimo quaderno di geofisica dell’Ingv, datato 2014, Fabrizio Galadini scriveva: «La ricca storia sismica di Sulmona include undici terremoti con intensità superiore o uguale a una magnitudo 6 della scala Mercalli. Il confronto tra le intensità attribuite agli abitati dell’area peligna in riferimento ai vari terremoti che li hanno colpiti evidenzia che in alcuni casi Sulmona ha subito danni più ingenti», continuava il dirigente Ingv. «Ciò potrebbe suggerire che, per questa città le conseguenze di un terremoto siano anche condizionate da effetti di sito, motivo che rende ancora più necessaria l’elaborazione di una moderna microzonazione sismica».
Sono passati 4 anni, da queste considerazioni, che nei giorni scorsi sono state tradotte in pratica. Il complesso dell’Annunziata insiste su una domus romana e poi su fondazioni appartenenti ad edifici medievali. La storia del complesso ha inizio nel 1320, quando la Confraternita dei Compenitenti, che in seguito si identificò con il pio sodalizio della “Casa Santa dell’Annunziata”, tuttora esistente, decise di costruire una nuova chiesa a somiglianza di quelle di Napoli, Capua ed Aversa.
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