Antenna a Bagno, i residenti contestano il sì del Comune

L’Ente ha dato il via libera all’installazione, ma in paese c’è aria di protesta Oggi l’assemblea per decidere la presentazione di un ricorso al Tar
L’AQUILA. Il Comune ha detto sì alla installazione di una antenna per telefonia mobile a Bagno.
I residenti della frazione, però, non ci stanno ed, anzi, hanno deciso di dare battaglia. Oggi pomeriggio alle 17 nella chiesa di Santa Maria a Bagno Grande è stata convocata un’assemblea che ha all’ordine del giorno sia la possibilità di un ricorso al Tar contro la decisione del Comune dell’Aquila, sia iniziative più “incisive”.
«Il Comune», dice Tonino De Paolis, uno dei portavoce dei residenti, «ha detto sì senza tenere conto dei pareri espressi dall’Arta e dall’Autorità di Bacino. L’antenna andrebbe a sorgere in un’area ricca di sorgenti acquifere e in anni passati soggetta a frane. Il terreno è a 200 metri dalla scuola e vicino alle case e alla chiesa. Ovviamente nessuno ha letto le controindicazioni dei nostri avvocati e del Codacons né tanto meno è stata valutata la disponibilità della nostra Amministrazione separata dei beni di uso civico che ha messo a disposizione i suoi terreni per installare l'antenna naturalmente in un punto lontano dalle case. Non ci spieghiamo quindi l’insistenza del Comune per una localizzazione che per noi è da evitare». Nella determina comunale che dà il via libera alla installazione dell’antenna è scritto che «le osservazioni formulate da parte del Codacons, dallo studio legale Mario Lepidi e dallo studio legale associato Fidone e Picchioni non incidono sugli aspetti peculiari del presente procedimento, che non ha quale oggetto l’idoneità del sistema dì trasmissione 5G, bensì unicamente la compatibilità dell’installazione con le previsioni in tema di territorio, ambiente e igiene. Resta comunque fermo che l’esercizio dell’attività di telecomunicazione dovrà in ogni momento conformarsi alle previsioni normative e alle prescrizioni dettate dall’autorità competente e a un’applicazione responsabile del principio di precauzione. I lavori, quindi, potranno avere inizio dopo il rilascio dell’autorizzazione sismica da parte della Regione-servizio Genio civile e gli stessi dovranno terminare entro dodici mesi dalla ricezione del presente provvedimento». Dal Comune dunque via libera mai cittadini di Bagno sono pronti a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per fermare il progetto.
Intanto, sempre per quanto riguarda Bagno, il sindaco Pierluigi Biondi con decreto ha approvato il progetto definitivo-esecutivo relativo ai lavori di demolizione della scuola primaria di Bagno Grande e ricostruzione di una scuola d’infanzia.
La spesa prevista è 1.300.000 euro. L’appalto sarà dato con una procedura negoziata senza bando.
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