Antenna selvaggia: oggi un vertice per correre ai ripari

13 Aprile 2018

AVEZZANO. Assessori all’Ambiente, all’Urbanistica e al Bilancio mobilitati per scrivere le regole mirate a mettere fine al far west delle antenne della telefonia mobile che spuntano in città e nelle...

AVEZZANO. Assessori all’Ambiente, all’Urbanistica e al Bilancio mobilitati per scrivere le regole mirate a mettere fine al far west delle antenne della telefonia mobile che spuntano in città e nelle periferie: l’operazione muoverà i primi passi oggi, in Comune, dove alle 12.30 è in agenda un primo incontro tra Crescenzo Presutti, Chiara Colucci e Felicia Mazzocchi, affiancati dai dirigenti di settore, coi responsabili della società Polab srl di Pisa, specializzata nel campo della telefonia mobile. «Vogliamo che al Comune di Avezzano si volti finalmente pagina nel campo delle antenne», afferma Presutti, «passando dall’attuale situazione di frammentazione e invasione di ogni angolo a un piano di localizzazione degli impianti, unico strumento possibile per governare il comparto e mettere ordine nell’esistente. Il nostro obiettivo è quello di trovare il giusto equilibrio tra la tutela della salute, la salvaguardia dell’ambiente e le leggi dello Stato».
Prima un po’ più rigide, le maglie furono allargate da un decreto legge del 2002, conosciuto come decreto Gasparri, che introdusse norme meno restrittive e maggiore libertà nel posizionamento dei ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale, ritenute dall’allora ministro di «importanza pari alle opere di urbanizzazione primaria, come pubblica illuminazione, strade, fogne, compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e quindi posizionabili in ogni parte del territorio comunale».
Unica possibile scappatoia per i Comuni: definire le aree più idonee all’installazione degli impianti e quelle, invece, da escludere per motivi ambientali e paesaggistici.
«Per contrastare antenna selvaggia», conclude Presutti, «seguiremo questa strada che ci consentirà di dire ai gestori quando non si può, mettendo sul tavolo la scelta alternativa che consentirà loro di installare gli impianti, ma lontano dai luoghi più nocivi per l’ambiente e la salute umana».
L’amministrazione De Angelis, quindi, imbocca la strada verso la regolamentazione del settore: piano in vista, quindi, ad Avezzano, città invasa da 26 impianti e 37 sorgenti elettromagnetiche (quasi una ogni 1.100 abitanti), più i ripetitori di monte Cimarani (monte Salviano) e l’elettrodotto delle Ferrovie dello Stato che attraversa buona parte della zona nord della città. Una giungla dovuta all’assenza del piano di installazione dei ripetitori.
Ora il Comune, spinto anche dal recente appello del responsabile del Centro giuridico del cittadino, Augusto Di Bastiano, che ha chiesto ai politici di mettere da parte le solite beghe inconcludenti, imbocca la sana politica del fare, ovvero di dotarsi di un piano specifico per mettere ordine nel settore. Chissà che non sia la volta buona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA