Antenne a Sassa, mobilitazione senza sosta

23 Dicembre 2018

Insorge Italia Nostra: «Il Comune trovi un sito alternativo e avvii controlli sui campi elettromagnetici

L’AQUILA. Italia Nostra chiede alle autorità competenti una diversa collocazione dell’impianto di telefonia realizzato a Pagliare di Sassa, vista la forte mobilitazione e la raccolta di firme effettuata da comitati locali.
«Tanto più», fanno sapere gli esponenti dell’associazione, «che dall’esame della documentazione relativa alla pratica aperta dalla Vodafone Italia nell’ufficio Suap del Comune dell’Aquila sono emerse notevoli insufficienze e criticità. Il Comune dell’Aquila si è dotato di un Regolamento per la localizzazione e gestione degli impianti di telefonia mobile approvato il 23 ottobre 2014. Stando agli articoli 3 e 4 del Regolamento, è l’amministrazione comunale che definisce la programmazione annuale tenuto conto dei “desiderata” delle aziende e non viceversa. Ed è sempre il Comune che individua la soluzione migliore verificando il minor impatto visivo e un adeguato inserimento nell’ambiente».
«L’impianto realizzato a Pagliare di Sassa», dicono ancora gli ambientalisti, «è, invece, ad alto impatto visivo rispetto alla chiesa altomedievale di San Pietro Apostolo, e, inoltre, si trova in zona di interesse storico, architettonico paesaggistico dove c’è l’obbligo di diminuire gli impatti di tipo visivo. Tutto questo non è avvenuto. Chiediamo che, in attuazione di tale norma, l’amministrazione comunale apra un negoziato con la società telefonica: il Comune deve ora saper ottenere le previste “possibili soluzioni alternative”. Chiediamo altresì alla Soprintendenza e ai Comuni del cratere l’annullamento del parere favorevole concesso nel gennaio 2017, con prescrizioni allo stato dei fatti assolutamente inadeguate». Riguardo alla tutela della salute degli abitanti ecco le richieste: «Che sia tenuto in debito conto il “principio di precauzione” richiamato dal parere dell’Asl del dicembre 2016, riguardo sia l’esposizione ai campi elettromagnetici che all’inquinamento acustico; che da subito l’amministrazione comunale, ai sensi dell’articolo 16 del Regolamento, proceda al “monitoraggio continuo” dei limiti di esposizione elettromagnetica e alla verifica della sussistenza nel tempo dei parametri tecnici dichiarati dal gestore. Chiediamo che, come da Regolamento, tali dati siano resi pubblici e fruibili alla cittadinanza». Sulla vicenda, inoltre, è aperta un’inchiesta della magistratura.
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