Antenne di telefonia e nuove regole: ecco le zone sensibili

2 Luglio 2021

L’AQUILA. «Si è conclusa l’attività del gruppo di lavoro per le antenne, costituito in attuazione della mozione approvata dal consiglio comunale il 23 aprile. È stato predisposto un aggiornamento del...

L’AQUILA. «Si è conclusa l’attività del gruppo di lavoro per le antenne, costituito in attuazione della mozione approvata dal consiglio comunale il 23 aprile. È stato predisposto un aggiornamento del regolamento per la regolarizzazione e la gestione degli impianti di telefonia mobile e, in particolare, la bozza di regolamento è stata ampliata, anche su indicazione dell’università, che ha partecipato attivamente ai lavori, ed estesa alle nuove tecnologie, incluso il 5G, in modo da normare e gestire al meglio e in sicurezza anche queste ultime». Ad annunciarlo è la coordinatrice del gruppo e consigliere comunale Chiara Mancinelli. «Per alcuni impianti già installati in particolari zone di interesse storico-architettonico, è stata prevista la possibilità di rilocalizzazione, d’intesa con l’amministrazione», afferma, «mentre è stata ribadita la necessità di dotarsi di uno specifico piano di localizzazione, una sorta di piano regolatore che individui su mappa le aree dove non sarà possibile procedere con le installazioni: nella revisione del regolamento, è stata data specifica indicazione affinché vengano rispettate alcune zone sensibili, come scuole, aree destinate all’infanzia e quelle con particolare densità abitativa. Sono state previste anche risorse idonee a poter svolgere una attività di monitoraggio costante». Negativo il giudizio del consigliere di “Idv-Cambiare Insieme” Lelio De Santis. «Il gruppo di lavoro si è riunito tre o quattro volte, senza la presenza della maggioranza dei membri assegnati e, soprattutto, senza la presenza della parte politica e dei dirigenti dei settori coinvolti», sottolinea il rappresentante dell’opposizione, «le modifiche apportate al regolamento sono state minime e ininfluenti, visto che quello attuale è stato ritenuto rispondente alle norme. Non si sono voluti affrontare i temi essenziali, come il piano annuale e di localizzazione delle stazioni radio, lasciando tutto in mano alle scelte dei gestori telefonici».