Antenne, mille firme per farle rimuovere

2 Settembre 2018

Sassa, in rivolta residenti e ambientalisti. Chiamata in causa la Soprintendenza: vicine a un’antica chiesa

L’AQUILA. Sassa in rivolta per la decisione di piazzare potenti antenne della telefonia a trenta metri dalla chiesa di San Pietro apostolo, del XII secolo, nella zona di Pagliare, a cinquanta metri dal Progetto Case e a poche centinaia di metri da altre aree abitate come Palombaia e Genzano.
Contro questa presenza sono state già raccolte mille firme e altre ancora ne arriveranno visto che l’iniziativa continua. Ma la cosa che i residenti tengono a precisare è che, a loro dire, impianti identici a questi, che erano stati posti nella zona di San Silvestro a Pescara, furono rimossi in quanto ritenuti pericolosi per la salute e ci fu, al riguardo, anche la mobilitazione di alcuni autorevoli medici.
Sono insorte anche le associazioni ambientaliste quali Wwf, Italia Nostra e Archeoclub che, come prima iniziativa, hanno chiamato in causa la Soprintendenza ricordando come da meno di un mese sono stati avviati, dopo una lunga sosta, dei lavori di consolidamento. «Un impianto che avrebbe dovuto essere provvisorio su una struttura mobile», dicono gli ambientalisti, «ma da fine luglio sono stati avviati lavori tesi a posizionare la Stazione rendendola permanente. Uno schiaffo intollerabile dal punto di vista ambientale e paesaggistico con danno enorme per quella che è una delle più antiche chiese della conca aquilana, di cui si deturperebbero irrimediabilmente il profilo e la veduta d’insieme. La chiesa è posta su una splendida collina verde che domina gran parte del lato occidentale della conca aquilana. L’importanza dell’area è stata riconosciuta anche dal ministero per i Beni e le attività culturali che ha dichiarato il “notevole interesse pubblico di ambito territoriale” con decreto del 5 dicembre 2005. Nello stesso provvedimento si segnala il notevole pregio dell’antico borgo medievale, sorto intorno al XII secolo, nonché l’interessante sito paleontologico in cui sono stati rinvenuti resti di mammiferi quaternari e diversi fossili; inseriti, borgo e sito, in un contesto “le cui rilevanze paesaggistiche costituiscono quadri naturali di non comune bellezza”, lungo la confluenza del percorso di due antichi tratturi. La zona è quindi sottoposta ai vincoli».
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