Antica rameria, il Comune verso l’acquisto

20 Settembre 2019

Masciocco: «Ho avuto conferme dal sindaco dell’interesse dell’ente a esercitare la prelazione» 

L’AQUILA. La storica rameria di Tempera, di recente ristrutturata con i fondi della ricostruzione, potrebbe essere acquistata dal Comune.
Lo afferma il consigliere comunale di Articolo 1 Giustino Masciocco. «Nel decennale del sisma», dice, «si cominciano a vedere gli effetti della riduzione di valore delle abitazioni nella città, sia quelle riparate sia quelle di nuova costruzione. Molte di esse, purtroppo, vengono messe in vendita a un prezzo più che dimezzato rispetto al contributo assegnato dallo Stato. Anche i beni sottoposti a vincolo della Soprintendenza seguono lo stesso destino. Un esempio è il complesso quattrocentesco, articolato in tre opifici – rameria, svecciatoio e mulino – a Tempera, all’inizio della Riserva naturale regionale guidata “Sorgenti del Vera”. Gran parte di questo complesso, che ha usufruito di un milione di finanziamenti pubblici per la sua ristrutturazione, ora si trova (per circa due terzi della sua superficie) in vendita per 280.000 euro (all’incirca meno della metà del contributo ricevuto). In questo caso, considerato che la Riserva non ha una propria sede e che il Comune potrebbe attivare il diritto di prelazione, essendo il complesso vincolato, prima di depositare un ordine del giorno in consiglio comunale, ho verificato se l’amministrazione avesse attivato qualche procedura».
«Non solo», aggiunge, «ho ricevuto assicurazioni da parte del sindaco della volontà di esercitare il diritto di prelazione, ma ho saputo di contatti informali, tra il settore competente e gli attuali proprietari ,per addivenire a un accordo bonario di cessione. Il possibile esito positivo delle trattative permetterà di soddisfare anche le esigenze dei cittadini di Tempera, che non hanno pienamente condiviso la destinazione d’uso di un vecchio edificio, nel cuore della Riserva, attualmente in ristrutturazione». L’acquisizione al patrimonio pubblico dell’opificio», conclude, «permetterebbe al Comune di sviluppare quelle sinergie positive tra le tutele della Riserva e la razionalizzazione delle visite guidate, per consentire di usufruire in modo corretto delle bellezze naturali che abbiamo come patrimonio». Per questo immobile, molto probabilmente, l’intervento pubblico permetterà di utilizzarlo a scopi didattici, per mantenere viva la tradizione di “industrializzazione” sul fiume Vera, ma altri edifici di uguale importanza ubicati nel territorio che fine faranno?(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.