Antincendio in tilt a Collemaggio primo test-sicurezza in basilica

3 Luglio 2018

Ecco come funziona l’ordine pubblico in occasione di manifestazioni di carattere religioso Per le messe non valgono le regole restrittive introdotte nei mesi scorsi dalla circolare Gabrielli

L’AQUILA. L’allarme antincendio (attivato dal fumo dell’incenso) che ha provocato momenti di apprensione nella basilica di Collemaggio, nel giorno della prima messa solenne del cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi in città, ha sollevato molti interrogativi relativi alla sicurezza.
Al momento dell’allarme, infatti, non ci sono state indicazioni particolari su come comportarsi, salvo la voce registrata che invitava ripetutamente tutti a uscire, e l’azione dei volontari che hanno accompagnato verso l’esterno le persone, specialmente i più anziani. E qualcuno si è chiesto: ma che fine ha fatto la circolare Gabrielli che prevede serrati controlli di ordine pubblico? In realtà la circolare Gabrielli si applica soltanto in caso di pubblico spettacolo. Un esempio: qualche settimana fa, nella stessa basilica di Collemaggio, c’è stato il concerto di Angelo Branduardi organizzato dal Comune (proprietario della basilica) tramite il comitato Perdonanza.
Bene, in quel caso, trattandosi di pubblico spettacolo, la circolare Gabrielli è stata applicata alla lettera tanto che molti sono rimasti fuori. La basilica può ospitare in sicurezza non più di 700-800 persone. I controlli prevedono, quindi, che non entrino più persone del consentito. E a questo si aggiungono anche verifiche su che cosa viene portato all’interno e vari accorgimenti sempre a garanzia della sicurezza.
In caso di celebrazioni religiose la circolare Gabrielli non scatta e quindi, anche se a Collemaggio arrivano 3000 o più persone, nessuno può impedire loro di entrare (la Notte di Natale, per esempio, c’erano migliaia di fedeli).
Per quanto riguarda la sicurezza antifurto e antincendio la basilica è dotata di sistemi di alta tecnologia. L’antifurto prevede rilevatori puntiformi (applicati a porte e finestre) e a infrarossi (che rivelano la presenza umana attraverso la temperatura corporea).
L’antincendio invece si realizza con delle “barriere” fotocellula poste a 3 o 4 metri di altezza (sistema che viene usato negli edifici molto alti nei quali posizionare il rilevatore sotto il tetto sarebbe quasi inutile). Il fumo, salendo, viene rilevato e scatta l’allarme come è successo domenica pomeriggio.
Nel caso di allarmi notturni, il sistema di sicurezza è collegato con le forze dell’ordine che avvertono il responsabile individuato dal Comune, come accade spesso per le abitazioni private: la polizia avverte il proprietario che si reca sul posto con le forze dell’ordine.
Come noto, l’ottanta per cento almeno si rivela poi un falso allarme.(g.p.)
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