Antonini: alla Giostra serve un nuovo patto

Il commissario replica alle critiche sulle gare allo stadio: più collaborazione da istituzioni e attività
SULMONA. «Auspico per tutti un incontro con l’amministrazione e con le attività produttive e ricettive del territorio per una nuova e cospicua collaborazione». Dopo il coro di no arrivato sul nuovo progetto della Giostra cavalleresca di Sulmona, che prevede tra le altre cose lo spostamento nello stadio Pallozzi del campo di gara per poi riportarlo in piazza Maggiore ogni cinque anni, il commissario reggente Maurizio Antonini, precisa le finalità del suo intervento. Occorre una «nuova e cospicua collaborazione» delle istituzioni e delle attività produttive e ricettive della città e del comprensorio che dell’effetto-Giostra di certo beneficiano. Un evento che, insieme ai riti pasquali, riesce ad attivare numeri elevati per il turismo in città e nel comprensorio: quindi è in ballo una parte non irrilevante dell’economia locale. «Sono contento della partecipazione seguita in città al mio intervento», sottolinea Antonini. «La passione, l’amore e il coinvolgimento mostrati dai sulmonesi mi danno forza e speranza per il presente e per il futuro della Giostra. Questo era il mio intento». Il commissario si rammarica però del fatto che «è emersa esclusivamente l’idea relativa al luogo di svolgimento delle gare equestri, un mio pensiero nel caso in cui la Giostra non dovesse più essere in grado di sostenere gli onerosi costi per la piazza», evidenzia Antonini, dicendo tra le righe che per evitare l’approdo allo stadio e sostenere i costi della manifestazione non bastano proclami: serve collaborazione fattiva. «In realtà il mio intervento era finalizzato ad accendere i riflettori soprattutto sulle problematiche legate alla trasformazione dell’associazione in ente e alle sedi operative dei borghi e dei sestieri. Tali problematiche da sempre vedono concordi sia l’associazione “Giostra” che i capitani e oggi più che mai chiediamo tutti, con una sola voce, di risolvere questo problema. Le associazioni svolgono volontariamente le loro attività al servizio di una manifestazione che è il fiore all’occhiello della città, riconosciuta a livello regionale e nazionale. In virtù di queste comuni esigenze, auspico l’incontro con amministrazione e attività produttive e ricettive del territorio». (c.l.)
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