Anziano dato per morto, sì alle cure

17 Settembre 2017

L’Asl rimedia all’errore: riabilitazione a domicilio per il 90enne senza dover ripresentare la richiesta

SULMONA. L’Asl pone rimedio all’errore e ammette alle cure il 90enne sulmonese che risultava morto per uno sbaglio nei database dell’azienda sanitaria. Nei giorni scorsi il figlio 55enne dell’uomo – che era andato allo sportello Asl per prenotare alcune cure domiciliari per il padre – si era visto rispondere che il papà risultava deceduto. Da lì la richiesta di modifica immediata dell’errore e la risposta dell’impiegato di dover rifare tutta la trafila daccapo, ripresentando cioè la domanda e la documentazione necessarie. Le terapie sono in regime di Adi, cioè di assistenza domiciliare integrata. Quel sistema parallelo alle cure ospedaliere da fare a casa, su cui tutte le varie aziende sanitarie regionali puntano per non congestionare oltremisura ospedali e cliniche. Un servizio su cui anche la Regione scommette. Al netto di errori come questo, su cui l’Asl ora è pronta a trovare una soluzione. «Il paziente potrà riaccedere alle cure riabilitative», fanno sapere dalla sede di via Gorizia. «Già domani, alla riapertura degli uffici, provvederemo a modificare la cartella clinica in modo che il paziente potrà accedere di nuovo alle cure domiciliari. L’Asl non ha responsabilità nell’errore». Il figlio dell’anziano si era già rivolto al Tribunale per i diritti del malato per chiedere una soluzione più veloce della trafila da rifare agli sportelli. Soluzione ora arrivata direttamente dall’Adi che corre ai ripari. Gli uffici potrebbero essere caduti in errore perché l’anziano non si sottoponeva più a terapie domiciliari dall’ottobre dell’anno scorso. Cosa avvenuta semplicemente perché non ne aveva bisogno, e non perché fosse passato a miglior vita. (f.p.)
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