Anziano massacrato di botte, tre arresti

Castel di Sangro, contestato l’omicidio ai tre romeni accusati della morte del 79enne Di Luia: svolta dopo le analisi del Ris
CASTEL DI SANGRO. Omicidio aggravato in concorso. È la nuova accusa contestata ai tre romeni ritenuti colpevoli di avere massacrato di botte Domenico Di Luia, 79enne di Castel di Sangro. La svolta nell’inchiesta è arrivata dopo i risultati dei carabinieri del Ris sui vestiti indossati dai tre protagonisti di una notte da “arancia meccanica”. Nei confronti di Dinu Ursan di 34 anni, Aurel Ilovan di 37 e Adrian Simon di 41 il gip del tribunale di Sulmona, Marco Billi, su disposizione del pm Stefano Iafolla, ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli arrestati si trovano nelle carceri di Teramo e Pescara. Poco dopo la mezzanotte del 3 giugno 2017, secondo la ricostruzione dei carabinieri, i tre hanno fatto irruzione nell’abitazione del pensionato con l’intento di rubare. Una volta scoperti la banda si è scagliata contro l’anziano, colpendolo ripetutamente con calci e pugni, sia sul volto che sul corpo, lasciandolo agonizzante a terra, per poi fuggire dopo aver sottratto alcuni oggetti in oro di modesto valore economico. Uno dei tre, però, ebbe un ripensamento, forse consapevole della gravità dell’azione criminale portata a termine. Infatti, poche ore dopo i fatti, si presentò negli uffici della compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro per raccontare quanto avvenuto, fornendo i dati dei due complici e soprattutto indicando l’abitazione dove il reato era stato commesso. Le immediate ricerche, effettuate su tutto il territorio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castel di Sangro e della Stazione di Pescocostanzo, permisero, in tempi brevi, di individuare e arrestare i responsabili del fatto. L’anziano, rinvenuto dai carabinieri a terra privo di conoscenza, fu immediatamente soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale di Castel di Sangro. A causa delle gravi percosse subite all’uomo venne diagnosticata una importante lesione cerebrale e, successivamente, fu trasferito con urgenza, in prognosi riservata, all’ospedale di Teramo per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I tre romeni vennero arrestati con l’accusa di rapina e lesioni personali aggravate. Reato che adesso si aggrava. Nell’immediatezza dei fatti, i carabinieri sequestrarono i capi di vestiario indossati dai tre al momento dell’aggressione, che vennero trasmessi al Reparto investigazioni scientifiche di Roma per essere sottoposti ad esami tecnico-biologici, i cui esiti hanno consentito di fornire ulteriori riscontri investigativi. Dopo mesi di lunga agonia, il 26 ottobre 2017, Di Luia è deceduto in una clinica di Bolognano, dove nel frattempo era stato trasferito. L’autopsia, inoltre, ha confermato che la morte è da ricondurre alle gravi lesioni patite in occasione dell’aggressione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

