Anziano morto in ambulanza: caso a Roma

Dopo una settimana deciso il luogo per l’autopsia. I nuovi positivi sono quindici, tre contagi tra i sanitari del carcere
SULMONA. C’è voluta quasi una settimana per risolvere il problema di come e dove svolgere la perizia medico legale dalla quale la Procura del tribunale di Sulmona conta di scoprire se esistono responsabilità sulla morte di un paziente Covid.
Si svolgerà nella sala autoptica dell’Istituto Spallanzani di Roma l’esame necroscopico sulla salma dell’anziano di Villalago, Attilio Caranfa, morto nei giorni scorsi nell’ex pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, costretto a lunghe ore di attesa in ambulanza. Il sostituto procuratore Aura Scarsella, che ha aperto un’inchiesta sul caso, ha ottenuto, solo ieri mattina la disponibilità dell’ospedale romano. L’autopsia sui pazienti Covid richiede un particolare sistema di areazione e un’area attrezzata per eseguire l’accertamento irripetibile in tutta sicurezza e quindi l’anatomopatologo Luigi Miccolis dovrà attendere da Roma disposizioni su data, tempi e modalità dell’esame autoptico.
Sono trascorsi sei giorni dalla morte dell’anziano che era arrivato in ospedale per sottoporsi al tampone su indicazione del medico di base. Positivo al test rapido avrebbe atteso il riscontro del molecolare in ambulanza per un intero pomeriggio e per parte della nottata. Entrato nell’ex pronto soccorso è morto per arresto cardiaco.
Intanto ieri, a tarda sera, si contavano altri 15 nuovi contagi, tre dei quali nell’area sanitaria del carcere di Sulmona. La conferma della positività per tre operatori è arrivata nel pomeriggio di ieri con il risultato dei tamponi svolti nei giorni scorsi. Dal carcere sulmonese evidenziano che la situazione è sotto controllo e che nessuno dei contagiati è entrato in contatto con detenuti e personale all’esterno dell’area sanitaria. Tra l’altro, per effetto della convenzione siglata tra direzione del carcere e Asl, tutta la popolazione carceraria sarà sottoposta al tampone una volta al mese per uno screening periodico e per tenere sotto controllo la situazione. Gli altri casi accertati fanno riferimento a Sulmona e a Molina Aterno. Altri ancora sono in via di definizione ma la carenza di reagenti al laboratorio di Teramo e il tracciamento in affanno sta rallentando la trasmissione dei dati, tanto che i risultati di ieri fanno riferimento ai tamponi processati lunedì. Sempre in giornata è risultata positiva al tampone rapido un’operatrice sanitaria del reparto di chirurgia che si trova ora in sorveglianza attiva, in attesa del riscontro del tampone molecolare. Nel pronto soccorso di via Montesanto, invece, sempre ieri una donna straniera positiva al tampone rapido è stata ricoverata e sistemata nella stanza con pressione negativa. Dopo essere stata sottoposta al molecolare è stata dimessa e attenderà da casa in rigoroso isolamento, il risultato del secondo tampone.
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