«Appalti Asl pilotati»: slitta l’interrogatorio di Bafile e funzionari

L’AQUILA. Dovevano tenersi ieri, ma sono invece slittati per motivi tecnici gli interrogatori di garanzia del primario di Chirurgia vascolare dell’ospedale dell’Aquila Gennaro Bafile e dei due...
L’AQUILA. Dovevano tenersi ieri, ma sono invece slittati per motivi tecnici gli interrogatori di garanzia del primario di Chirurgia vascolare dell’ospedale dell’Aquila Gennaro Bafile e dei due funzionari della Asl provinciale Michela D’Amico e Carlo Fruttaldo. I tre potranno difendersi davanti al giudice, dopo essere stati raggiunti dall’ordinanza cautelare di sospensione dal servizio firmata dal gip Christian Corbi. L’inchiesta è quella sugli appalti pilotati, che ha messo nel mirino in particolare il bando da quasi un milione e mezzo di euro per l’acquisto dei neurotrasmettitori midollari, secondo l’accusa «cucito su misura» per una ditta produttrice speficia e comunque revocato dall’azienda sanitaria aquilana prima di arrivare all’affidamento della fornitura. Mentre il dirigente dell’ufficio Acquisizione beni e servizi della Asl Paolo Spaziani è indagato ma a piede libero, i tre sono stati invece sospesi dal lavoro per «i gravi indizi di colpevolezza» e per «il rischio di reiterazione del reato», come scrive il gip nell’ordinanza cautelare. Per loro il pm Marco Maria Cerrato, che coordina le indagini dei carabinieri, aveva chiesto addirittura gli arresti domiciliari. I tre sono accusati del reato di turbata libertà degli incanti in concorso tra loro. Il primario Bafile, però, è indagato anche per falso ideologico e per concussione, in quanto, secondo il gip, ha minacciato un’altra ditta produttrice di protesi aortiche di non farle più ottenere forniture per l’ospedale San Salvatore se avesse modificato la scaletta di interventi previsti in un congresso medico. Bafile ha nominato l’avvocato Guglielmo Marconi come difensore, mentre Fruttaldo ha scelto Antonio Carugno del Foro di Cassino e D’Amico Massimo Bevere del Foto di Roma. (l.t.)

