Appalti chiese, applicato Billi come gup Fissata al 26 giugno l’udienza preliminare

7 Marzo 2019

È stato applicato all’Aquila un giudice del tribunale di Sulmona, Marco Billi, che nel capoluogo di regione si occupò di molte inchieste sul post-sisma, per portare a conclusione l’udienza...

È stato applicato all’Aquila un giudice del tribunale di Sulmona, Marco Billi, che nel capoluogo di regione si occupò di molte inchieste sul post-sisma, per portare a conclusione l’udienza preliminare riguardante presunti casi di corruzione in occasione della ricostruzione di chiese e monumenti inagibili. I suoi colleghi aquilani sono tutti incompatibili. Gli imputati sono 26. Nella giornata di ieri Billi ha preso atto di diverse notifiche non andate a buon fine, come sempre succede in udienze con molti imputati, e ha aggiornato le parti al 19 giugno. La Procura della Repubblica, al termine delle indagini dei carabinieri, aveva ipotizzato accuse a carico di imprenditori e funzionari di Mibact e Soprintendenza, su presunti imbrogli negli appalti per la ricostruzione di chiese nell’Aquilano e a Sulmona oltre che del teatro comunale dell’Aquila. Le accuse, ovviamente non per tutti i 26 sotto inchiesta, vanno dal falso all’abuso d’ufficio, dalla turbativa d’asta fino alla corruzione. Gli edifici oggetto di indagine sono, in particolare, la chiesa di Santa Maria Assunta a Tione degli Abruzzi, la chiesa di San Domenico a Sulmona, la chiesa di San Salvatore a Civitaretenga di Navelli, la Badia di Sulmona, l’area di Porta Branconia, la Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, la chiesa di San Sisto, il teatro comunale dell’Aquila e la chiesa di San Biagio a Cappadocia.