Appalti, gli indagati si difendono E ora il primario torna in reparto

1 Settembre 2023

Con Bafile rientrano al lavoro anche i funzionari D’Amico e Fruttaldo, ma dovranno essere spostati I tre hanno risposto al giudice nell’interrogatorio, restano sotto accusa per un bando «su misura»

L’AQUILA. Il primario finito nella bufera torna al lavoro in reparto, così come tornano in ufficio i due funzionari della Asl indagati insieme a lui nell’inchiesta sugli appalti pilotati per l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Ma nessuno dei tre potrà – almeno per ora – occuparsi di gare e, in generale, di procedure di evidenza pubblica.
Lo ha deciso il giudice ieri mattina, accogliendo l’istanza di revoca parziale della misura cautelare della sospensione dal servizio, che il gip aveva inflitto al primario del reparto di Chirurgia vascolare del San Salvatore Gennaro Bafile e ai due amministrativi Michela D’Amico e Carlo Fruttaldo.
Bafile torna al lavoro con la motivazione della necessità di garantire il servizio di salute pubblica, mentre per i due funzionari il giudice ha prescritto che dovranno essere spostati dal loro ruolo all’interno dell’ufficio Acquisizione beni e servizi dell’azienda sanitaria e ricollocati.
La decisione del giudice è arrivata al termine degli interrogatori di garanzia, in cui tutti è tre gli indagati hanno deciso di rispondere alle domande e di difendersi dalle accuse.
Per gli inquirenti, però, resta comunque valido il quadro probatorio, risultante dalle indagini svolte dai carabinieri coordinati dal pubblico ministero Marco Maria Cerrato.
I tre sono indagati per il reato di turbata libertà degli incanti perché, secondo l’accusa, hanno predisposto un bando di gara “cucito su misura” di un’azienda in particolare. Si tratta dell’appalto dal valore di quasi 1,5 milioni di euro per l’acquisto di neurotrasmettitori midollari. Questo nel loro ruolo pubblico: il primario nell’indicare il prodotto necessario per il suo settore, Fruttaldo nello scrivere il bando, mentre D’Amico nel ricoprire l’incarico di Responsabile unico del procedimento. Il bando è stato poi revocato dalla Asl a seguito di segnalazioni di altre ditte fornitrici e di personale interno, ma anche a seguito di controlli della stessa azienda sanitaria.
Dopo l’interrogatorio di ieri mattina, l’avvocato di Fruttaldo, Antonio Carugno, ha rilasciato una dichiarazione: «Siamo fiduciosi che la sua posizione venga stralciata, perché lui ha avuto solo un ruolo di mero estensore del bando».
Per lo stesso appalto è indagato dalla Procura anche il dirigente dell’ufficio Acquisizione beni e servizi Paolo Spaziani, ma senza la sospensione dal servizio, mentre a Bafile viene contestato anche il reato di falso ideologico.
Il primario, difeso dall’avvocato Guglielmo Marconi, è però indagato nello stesso procedimento penale anche per un terzo reato, quello di concussione. Secondo il giudice per le indagini preliminari, infatti, ha minacciato un’altra ditta produttrice di protesi aortiche di non farle più ottenere forniture per l’ospedale San Salvatore se avesse modificato la scaletta di interventi previsti in un congresso medico.
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