Appalti, imprenditore svela come funziona il sistema

30 Aprile 2015

Ha confermato le ipotesi sostenute dal pm. Le difese: «Soltanto teoremi» Puntellamenti ex prefettura: sentito in procura Lupisella, il grande accusatore

L’AQUILA. La svolta nell’inchiesta sulla turbativa d’asta negli appalti, che si è allargata 25 indagati, poggia su un interrogatorio di uno dei sospettati, Claudio D’Alessandro, il quale, confermando le ipotesi avanzate dalla magistratura, ha raccontato la sua verità (ovviamente tutta da verificare) di un sistema di dubbia liceità che avrebbe regolato gli appalti. Un interrogatorio lungo nel quale egli si sarebbe definito come una pedina di poco conto prendendo le distanze da certe procedure.

Le sue affermazioni hanno indotto la magistratura a reiterare (cosa che avviene raramente) l’avviso di conclusione delle indagini togliendo una paio di indagati e inserendone una mezza dozzina.

Inizialmente gli indagati erano 11: Antonio Leoncini, Luigi Finazzi, Claudio D’Alessandro, Carmine D’Alessandro, Walter D’Alessandro, Vittorio Fabrizi, Mario Di Gregorio, Renzo Parisse, Luca Pelliccione, Giuseppe Galassi, Carlo Cafaggi. Dopo l’interrogatorio di D’Alessandro sono state stralciate le posizioni di Fabrizi e Parisse. E, soprattutto, sono stati inseriti come indagate altre persone, per lo più imprenditori: Luigi Palmerini, Nello Batoccolo, Danilo Taddei, Corrado Nurzia, Mario Biondi, Luigi Caprara, Antonietta Micolucci, Geremia Di Donato, Giovanni Marzi, Elisabetta Lonero, Dario Conti, Fulvio Minnucci, Domenico Contestabile, Piero e Mercello Negrini. Per le difese si tratta di una bolla di sapone. Ad esempio alcuni avvocati si chiedono che senso ha indagare delle persone per la turbativa d’asta per la messa in sicurezza del Banco di Napoli, gara che fu revocata. Insomma una situazione molto fluida.

Ma ieri , in Procura, si è svolto l’interrogatorio dell’imprenditore edile teramano, Marcello Lupisella, il quale è parte offesa in un procedimento su presunte mazzette per affidare i lavori di puntellamento dell’ex prefettura e della chiesa di San Marco. Lupisella, assistito dal suo avvocato Antonio Valentini ha fatto affermazioni roboanti che, se confermate dalle indagini, darebbero slancio a un’indagine che langue da anni. Prima, però, va ricordato che ci sono quattro persone, gli imprenditori Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio, titolari della ditta Dipe, il funzionario comunale Mario Di Gregorio, e la signora Concetta Toscanelli, per le quali il pm ritiene, al momento, che non abbiano commesso reati e ha invocato l’archiviazione per la quale ci fu opposizione. E gli stessi avvocati degli indagati, si sono opposti alla richiesta di proroga visto che finora non è emerso nulla di quello che si annunciava. Lupisella, per la verità, era stato già sentito in passato ma il suo interrogatorio era stato criptato in alcuni passi. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Francesco Carli, Riccardo Lopardi, Stefano Rossi, Massimo Carosi.

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