Appalti ricostruzione, due pm nel pool

Il procuratore Cardella: «Il gruppo di lavoro monitorerà le attività tramite una banca dati realizzata d’intesa con il Comune»
L’AQUILA. Il procuratore distrettuale antimafia Fausto Cardella ha costituito un gruppo di lavoro specifico finalizzato a monitorare tutte le attività legate alla ricostruzione post-terremoto dell’Aquila e dei Comuni del cratere. Del resto i cantieri della ricostruzione sono più grandi di Expo e Mose.
Ad annunciarlo è lo stesso magistrato nel fare il punto sul lavoro dei pm a sei anni dal catastrofico terremoto del 6 aprile 2009.
Il gruppo è composto dai pm Simonetta Ciccarelli e Fabio Picuti e si ispirerà al modello della Direzione nazionale antimafia (Dna) nell’aspetto riferito alla banca dati che in questo caso sarà realizzata in collaborazione con il Comune dell’Aquila, dove ci sono la maggior parte delle informazioni sulla ricostruzione soprattutto sugli appalti privati, quelli che vengono affidati senza gara, che oggi rappresentano la fetta maggiore dei finanziamenti statali.
Per la creazione del supporto informatico e per la sua gestione ci sono contatti con la Dna, dopo che questo rapporto è già stato molto proficuo nell’ambito della lotta alle infiltrazioni mafiose.
Il gruppo agirà in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, i vigili urbani e all’occorrenza con le altre forze dell’ordine. «Più che di inchieste possiamo parlare di progetti», ha spiegato Cardella. «In questi anni ci siamo resi conto, a seguito delle inchieste e degli esiti, che è molto importante, per scoprire i reati, poter disporre di un flusso di informazioni più completo possibile. Non a caso, nella lotta contro le infiltrazioni, per questa Procura è stata molto preziosa la collaborazione con la direzione nazionale antimafia che ha la banca dati più efficace d’Italia. Tutte le notizie sulla ricostruzione hanno bisogno di una gestione informatica. Per creare la banca dati al servizio del nuovo gruppo di lavoro siamo in contatto con la Dna per avere un collegamento con il loro rilevante patrimonio di informazioni. Sarebbe necessario e auspicabile avere anche supporti e suggerimenti per gestire le informazioni e per formare professionalità per operare sugli strumenti informatici».
Una nuova organizzazione, dunque, che si è resa necessaria visto che la ricostruzione è divenuta purtroppo un calderone inesauribile di indagini molto complesse.
«Tutto ciò non avendo a disposizione risorse a noi assegnate», ha spiegato ancora Cardella. «La nostra intenzione è di creare una specializzazione e conoscenza sulla ricostruzione in generale e in particolare su quella privata che è un aspetto importante della tematica». Il magistrato ha anche aggiunto che «nella ricostruzione privata non c’è una normativa efficace come nel pubblico. Nell’attesa abbiamo cercato di supplire il caso, trovando soluzione interpretativa giurisprudenziale, ravvedendo in colui che gestisce fondi pubblici un incaricato di pubblico servizio, consentendo di sanzionare la percezione indebita di compensi, uguale tangente, interpretazione che ha trovato conferma». Ma da parte sua si chiede una legge incisiva che chiarisca determinati ruoli e agevoli gli organi giudiziari ad attribuire le responsabilità.
Il pm, infine, che dice ormai di sentirsi aquilano, condividendo i disagi di questa città, ritiene che i tempi di rientro degli uffici giudiziari di via XX Settembre saranno rispettati, per cui si dovrebbe tornare a maggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

