Appalto Campomizzi, assolto Del Beato dall’accusa di falso

27 Novembre 2015

L’AQUILA. Si è definito il filone collaterale del procedimento riguardante presunte irregolarità nell’appalto per la ristrutturazione dell’ex caserma Campomizzi. Due giorni fa, infatti, è stato...

L’AQUILA. Si è definito il filone collaterale del procedimento riguardante presunte irregolarità nell’appalto per la ristrutturazione dell’ex caserma Campomizzi.

Due giorni fa, infatti, è stato celebrato davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale il rito abbreviato chiesto dall’imprenditore Aldo Del Beato che era accusato di falso.

Del Beato, che aveva presentato un’offerta, avrebbe attestato falsamente di aver visionato i progetti che invece non erano stati neanche redatti dal Provveditorato e per questo era imputato.

Il rito abbreviato è stato chiesto dalla difesa dell’imputato nella convinzione che non ci fosse alcun appiglio per l’accusa e così è stato. Infatti durante l’udienza la Procura della Repubblica ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione.

Ma il giudice per le udienze preliminari del tribunale, Guendalina Buccella, ha dato ascolto alla tesi assolutoria proposta dall’avvocato Stefano Rossi e l’imprenditore è stato scagionato «perché il fatto non sussiste» ovvero la formula più conveniente.

Il caso giudiziario, vicino alla prescrizione, sarà discusso in un processo a carico di 11 imputati previsto per il 7 aprile del prossimo anno.

I restauri alla fine furono assegnati dal provveditorato a una ditta per 5,9 milioni. Seguiti da altre commesse per 5,8 milioni.

Le ipotesi di reato sono turbativa d'asta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d'ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissioni o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 600 mila euro.

Un’altra indagine sullo stesso appalto per tentato abuso d’ufficio venne archiviata alcuni anni fa.

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