Appalto del gas, sospetta truffa a Capistrello

27 Settembre 2019

Inchiesta da Forlì sulla realizzazione della rete: coinvolto anche il tecnico comunale Di Felice

CAPISTRELLO. Dovranno presentarsi davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di truffa per le vicende legate a lavori di metanizzazione al comune di Capistrello. Si tratta del responsabile unico del procedimento del Comune, Romeo Di Felice, del legale rappresentante della società esecutrice dei lavori, Mauro Carboni, e dell’amministratore delegato della società incaricata della progettazione e direzione dei lavori, Valerio Valeriani. Al centro della disputa, le cui accuse sono tutte da dimostrare, c’è la realizzazione della rete di trasporto e distribuzione del gas metano da porre a servizio dei cittadini residenti nel centro urbano del comune di Capistrello e nelle frazioni di Pescocanale e Corcumello. Vengono contestate dall’accusa alcune movimentazione di conti riguardanti i lavori eseguiti o da eseguire. Secondo l’accusa, e stando a quanto emerso dalle indagini, infatti, non sarebbero stati rispettati gli accordi in essere negli appalti. Ci sarebbe stata anche una relazione sul conto finale non aderente alla realtà. L’accusa parla anche di lavori mai eseguiti e di crediti e interessi inesistenti. Infine, il tecnico Di Felice, in qualità di Rup, avrebbe elaborato e presentato alla giunta comunale una proposta di delibera con oggetto la riduzione di una penale dalla somma di 267mila euro a 12.750 euro «senza alcuna giustificazione e attestando circostanze non corrispondenti al vero». Le indagini si sono avvalse delle documentazioni acquisite e relative agli appalti nel Comune di Capistrello nel 2014. Tutto ciò, secondo la Procura di Forlì, che indaga sulla vicenda, avrebbe indotto in errore il segretario comunale di Capistrello che aveva dato parere favorevole alla riduzione della penale e anche i componenti della giunta che, nel giugno 2014, avevano deliberato la proposta. Ora il gup del tribunale di Forlì deciderà se ci sono gli estremi per un eventuale rinvio a giudizio. (p.g.)
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